Dilaga la violenza tra i giovanissimi
Ancora un caso di violenza tra giovanissimi: un bambino di otto anni è stato vittima di un’aggressione brutale mentre festeggiava il compleanno al Parco delle Magnolie, nel quartiere Fidene della periferia romana. Dai racconti dei presenti tre coetanei lo avrebbero preso di mira: prima con insulti, poi sarebbero passati alle minacce e subito dopo lo avrebbero colpito al volto con un bastone. Le ferite che il bambino ha riportato al volto sono state tali da richiedere un intervento chirurgico maxillo‑facciale. Purtroppo questo non è un caso isolato, ma l’ennesimo segnale di come la violenza – anche tra minori-, sia in netta espansione. Le autorità che stanno indagando sull’aggressione sono riuscite ad identificare tutti i minori coinvolti. I tre aggressori hanno una età compresa tra i 7 e gli 11 anni. Proprio per questa ragione non sono imputabili – essendo sotto la soglia prevista dalla legge -, ma la Procura dei minorenni è stata informata su quanto accaduto. L’episodio avvenuto a Roma in queste ore pone domande sul senso della mancanza di rispetto dilagante in tutte le fasce d’età e sull’efficacia – o forse sarebbe più corretto dire sulla mancanza -, della vigilanza nei parchi, sul ruolo educativo delle famiglie e sulla ferma condanna da parte delle Istituzioni. Ci si chiede dove fossero gli adulti, sul perché nessuno sia intervenuto prima dell’aggressione, nonostante le avvisaglie. Non si può e non si deve minimizzare e liquidare tutto affermando frasi come: “Sono soli ragazzini”. Serve una risposta concreta e pene esemplari anche se minori non imputabili. Secondo l’ISTAT, nell’arco degli anni 2022‑2023 lo 0,9% della popolazione italiana ha dichiarato di aver subito un’aggressione (tra i reati contro la persona), mentre il 1,3% è stato vittima di reati con rischio per la propria incolumità. Nelle grandi città poi, i numeri dei reati denunciati – perché non sempre dopo una aggressione segue la denuncia – confermano un trend allarmante: Milano, Roma e Firenze sono le città più pericolose. Milano al vertice della classifica delle province italiane con circa 69 reati ogni 1.000 abitanti nel 2024; Firenze segue con circa 65 e poi Roma con 64. In alcune metropoli italiane si segnalano – oltre alle aggressioni tra coetanei nei parchi -, atti intimidatori nelle ore notturne e richieste di intervento per “baby gang” che mettono a rischio la sicurezza quotidiana dei cittadini. I dati non sempre distinguono “aggressioni tra bambini” da quelle tra adulti, ma l’aumento delle denunce per “percosse” o “reati contro la persona” indicano che la normalizzazione della violenza sia ormai un fenomeno condiviso. Cosa vorrebbero i cittadini? Maggiore controllo e sicurezza nei parchi: non solo telecamere, ma una presenza visibile delle forze dell’ordine, specie nei pomeriggi e nei fine settimana. Interventi educativi da parte delle scuole (attraverso le ore di insegnamento di Educazione Civica) e più presa di coscienza genitoriale per insegnare e ribadire l’importanza del rispetto, dell’empatia e del fondamentale controllo della rabbia fin da piccoli.
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