Trump alla nazione: “Interferenze cinesi nel voto 2020. Ora il Save America Act”
L'intervento del Presidente Usa si è incentrato sul dossier Pechino con un richiamo all’unità del Paese
DALLA NOSTRA INVIATA – Ore 9.00 p.m. di Washington, Stati Uniti. Dopo giorni d’attesa, finalmente abbiamo potuto ascoltare il discorso di Donald Trump annunciato da giorni. Il Presidente ha iniziato il suo attesissimo intervento dichiarando che l’America è più sicura, più forte e più ricca che mai.
Il discorso di Trump alla Nazione: dal voto alle interferenze straniere
“Abbiamo superato il periodo in cui eravamo quasi in rovina, derisi in tutto il mondo. Abbiamo combattuto la peggiore inflazione degli ultimi 48 anni, gli uomini negli sport femminili. Eravamo considerati una nazione morta ma ora gli investimenti economici stanno crescendo vertiginosamente. Ci sono molti più americani che lavorano rispetto al passato e l’aumento dei prezzi ha registrato il suo più grande calo mensile in sei anni”.
Al centro del messaggio alla nazione ci sono le falle nei sistemi di voto e le interferenze straniere. Argomenti che la portavoce Karoline Leavitt aveva già preannunciato avrebbero lasciato gli ascoltatori sotto shock. Ciò che conta per il Tycoon è la sicurezza elettorale e l’integrità del voto in vista delle elezioni di midterm di novembre.
Lo sguardo alla Cina e alle midterm
Nel corso del discorso, Trump ha citato documenti d’intelligence recentemente declassificati per denunciare un presunto tentativo di infiltrazione cibernetica da parte di Cina e Venezuela mirato ad accedere ai database degli elettori statunitensi.
“Nel corso degli anni a partire dal ciclo delle consultazioni del 2020, la Repubblica Popolare Cinese ha realizzato la più grande compromissione elettorale della storia”.
Il Presidente ha parlato di 220 milioni di file elettorali americani hackerati e del tentativo di sopprimere i dati sull’influenza della Cina sulle elezioni americane.
Trump ha affermato che le agenzie di spionaggio degli Stati Uniti erano a conoscenza del cyber attacco già dal 2020, ma hanno scelto di non lanciare l’allarme. “Membri dello Stato profondo hanno lavorato per sopprimere attivamente e minimizzare le informazioni sulla reale entità del losco broglio elettorale della Cina, nascondendolo sia al Presidente che al popolo americano come nessuno avrebbe mai ritenuto possibile”.
Nel corso del suo intervento, Trump ha denunciato le manovre finanziarie di Pechino. Ha accusato apertamente il governo cinese di aver sfruttato i propri legami commerciali e ingenti capitali per orientare i media americani e indebolire la sua prima amministrazione governativa.
“L’FBI ha ottenuto informazioni grezze secondo cui le attività della Cina includevano tentativi di produrre schede elettorali illegali per Joe Biden, ma queste sono state escluse dal briefing presidenziale quotidiano. Un esperto dell’intelligence ha successivamente ammesso di aver intenzionalmente minimizzato le attività della Cina sul fronte elettorale”.
L’inquilino della Casa Bianca ha inoltre comunicato i risultati di un’indagine del dipartimento della sicurezza interna che, a suo dire, rivelano l’esistenza di 278.000 non cittadini registrati nelle liste elettorali americane.
“Queste indiscrezioni svelano un sistema di voto così vulnerabile che nessuno può difenderlo. Non è difendibile”, ha dichiarato Trump. “Nessun Paese può essere grande senza elezioni giuste ed oneste”.
Il Save America Act
Il Presidente ha chiarito che l’attuale sistema di registrazione basato sulla fiducia è fragile e ha preteso un cambio radicale delle leggi. “L’integrità delle elezioni di novembre è in grave pericolo. Chiedo al Congresso di approvare il SAVE America Act. Chi si oppone a questa legge vuole deliberatamente lasciare la porta aperta agli immigrati clandestini per alterare il voto”.
Il discorso del Presidente arriva mentre il Save American Act si trova bloccato in un’impasse legislativo al Campidoglio. I tentativi di farlo passare al Senato sono falliti a causa dell’ostruzionismo esercitato dai democratici e da alcuni repubblicani.
Nel suo discorso dallo Studio Ovale, il Presidente Donald Trump ha riaperto il caso del blitz della Polizia di Stato del Michigan contro l’organizzazione democratica Get Out The Vote (GOTV), definendolo la prova dei brogli. Secondo Trump, l’irruzione ha svelato una vera e propria fabbrica di registrazioni fittizie, con moduli firmati a nome di cittadini inesistenti.
Prima del messaggio di Trump, l’Assistente Procuratore Generale Harmeet Dhillon ha annunciato che il Dipartimento di Giustizia e il Dipartimento della Sicurezza Interna avrebbero lanciato un sito web con una mappa che illustra le misure elettorali dell’amministrazione Trump.
I Democratici temono che le dichiarazioni del Presidente possano condizionare l’esito delle prossime elezioni. Hanno inoltre criticato il Tycoon per aver usato la piattaforma televisiva per ridiscutere i risultati dell’elezione del 2020 invece di concentrarsi sul futuro.
Il senatore Bernie Moreno ha scritto sui social media di essere stato informato prima circa i contenuti del discorso presidenziale e che questo potrebbe essere il messaggio più importante mai pronunciato nello Studio Ovale dai tempi della crisi dei missili di Cuba. “Il tempo della compiacenza con la Cina è finito”, ha sottolineato Moreno.
Kamala Harris ha difeso sui social media l’esito della corsa elettorale che l’ha portata ad essere vicepresidente. “ Le elezioni del 2020 non sono state rubate” ha scritto.
Per quanto riguarda il fronte internazionale legato al Medio Oriente, Trump ha commentato le operazioni belliche in corso affermando. “Stiamo vincendo alla grande in Iran e vedrete i frutti di questo lavoro molto, molto presto.”
La fine del discorso di Trump e l’appello all’unità
Il Presidente ha lanciato un forte appello all’unità istituzionale, affermando che la trasparenza e la sicurezza del sistema elettorale non devono essere una battaglia esclusiva del Partito Repubblicano, ma un impegno bipartisan. Secondo la sua visione garantire la totale regolarità del voto è un dovere patriottico che dovrebbe unire l’intero Paese.
Da sottolineare infine che i principali canali commerciali via etere statunitensi (come ABC, CBS e NBC) hanno deciso di non interrompere la programmazione ordinaria in prima serata.
Le emittenti hanno giustificato la scelta spiegando di voler evitare la diffusione in diretta TV di affermazioni non verificate sulla sicurezza elettorale.
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