Dove pesca il partito di Vannacci dentro e fuori dal Parlamento
Riuscire a sondare fin da subito il potenziale del partito di Vannacci è oggettivamente difficile. Sia per il poco tempo trascorso dalla sua formalizzazione, solamente qualche giorno, sia perché le truppe del generale sono necessariamente destinate ad aumentare. Di quanto si vedrà. E’ però certo che tra i primi proseliti ci sono anche alcuni parlamentari. A partire dall deputato piemontese Emanuele Pozzolo, eletto con Fratelli d’Italia e poi passato al gruppo misto, che ha già ufficializzato l’adesione a Futuro Nazionale. Ma l’approdo di più di un rappresentante della Lega appare ormai questione di ore. Tanto più dopo che ieri i deputati del Carroccio già schedati come vannacciani, Rossano Sasso ed Edoardo Ziello, hanno presentato un emendamento al decreto Ucraina che prevede lo stop dell’invio di armi a Kiev.
I movimenti in Parlamento
L’ennesimo strappo con la linea del gruppo leghista dopo che i due già a gennaio, sulla stessa questione, avevano votato in modo difforme dalla maggioranza. “Vedremo chi sarà coerente e chi tradirà nuovamente le promesse fatte agli italiani”, è la sfida lanciata alla Lega che non lascia presagire nulla di buono circa la loro permanenza nel gruppo. Dal quale potrebbero esserci anche altre migrazioni verso il partito di Vannacci. Da quella di Domenico Furgiuele, al centro delle polemiche per aver organizzato il convegno sulla remigrazione con Casapound alla Camera, a quella di Elisa Montemagni data come vicinissima al generale. C’è poi la pesca in casa 5 Stelle. Tra i pentastellati su temi come lo stop al sostegno all’Ucraina e l’antieuropeismo Vannacci trova terreno certamente fertile.
Dove può pescare il partito di Vannacci
Ma a parte la campagna acquisti ancora in pieno svolgimento dell’ormai ex europarlamentare della lega, in Parlamento e sui territori, c’è anche un altro elemento che rende impossibile al momento pronosticare la reale portata in termini di consenso alle urne di Futuro Nazionale. Con un astensionismo che alle ultime tornate elettorali ha toccato punte mai raggiunte prima, è complesso sondare quanti tra i disaffezionati alla politica potrebbero riconoscersi in un partito di destra-destra. Un movimento che, come ha tenuto a precisare fin da subito proprio Vannacci, certamente non è moderato. E se tanto a lungo si è parlato dell’importanza di accaparrarsi l’elettorato del centro moderato per vincere le elezioni, adesso, guardando anche agli equilibri politici degli altri paesi europei, non si può sottovalutare la portata di un movimento che si professa a destra del centrodestra e che non è costretto a quell’istituzionalità che imbriglia i partiti con responsabilità di governo.
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