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“Effetto Crans-Montana”: i rischi ignorati della movida nel mirino da Nord a Sud

di Lino Sasso -


Dalla Svizzera all’Italia, passando per Cremona, Crema, Courmayeur e Napoli: Quello che si può ormai definire “effetto Crans-Montana” sta producendo una stretta senza precedenti sulla sicurezza nei locali notturni. Dopo la tragedia avvenuta nella località alpina svizzera, dove un incendio scoppiato durante una serata di festa ha messo in luce pratiche pericolose come l’uso di fontane pirotecniche in ambienti chiusi, le autorità italiane hanno intensificato controlli e provvedimenti.

Tra licenze sospese e chiusure temporanee

Emblematico il caso del Juliette di Cremona. La sospensione della licenza, inizialmente fissata in 15 giorni, è stata raddoppiata a 30 su decisione del questore Carlo Ambra. A pesare non è stato solo il contesto generale di allerta, ma anche il comportamento del titolare. Dopo la chiusura disposta dalla polizia, ha infatti pubblicato sui social post critici verso l’operato dell’autorità annunciando lo spostamento della serata in un altro locale, la Centrale del latte. Decisione che ha innescato ulteriori verifiche. La polizia si è presentata alla Centrale del Latte, riscontrando gravi irregolarità. Somministrazione di alcolici e superalcolici a minorenni. Un ragazzo svenuto dopo aver bevuto proprio a cavallo dei controlli. Anche qui è scattata la sospensione, questa volta per 15 giorni. Un effetto domino che mostra come l’attenzione non sia più solo sugli eventi pirotecnici, ma su una gestione complessiva della sicurezza e della legalità.

Quando lo show diventa pericoloso

Lo stesso filo rosso collega quanto accaduto al Moma Club di Crema e al Le Constellation di Crans-Montana. L’uso incauto di effetti scenici con fiamme ha causato al Moma Club un principio di incendio. Episodi diversi, ma accomunati da una sottovalutazione dei rischi in spazi chiusi e affollati. Non a caso, a Courmayeur il Comune è intervenuto con un’ordinanza che taglia la testa al toro. Il sindaco Roberto Rota ha vietato l’utilizzo di fiamme libere e articoli pirotecnici all’interno dei locali pubblici, motivando il provvedimento con la necessità urgente di tutelare l’incolumità collettiva di fronte a una “diffusa usanza” ormai considerata troppo rischiosa.

Effetto Crans-Mantana, un cambio di passo necessario

Il quadro si completa a Napoli, dove la Polizia di Stato, ha riscontrato in un locale dei baretti di Chiaia una situazione definita allarmante: musica ad alto volume, sovraffollamento, spazi ridotti, vie di fuga assenti, estintori mancanti. Condizioni molto simili a quelle che hanno preceduto la tragedia svizzera. Per questo il questore Maurizio Agricola ha disposto la sospensione dell’attività per 30 giorni. L’“effetto Crans-Montana” segna dunque un cambio di passo. Non si tratta di singoli episodi, ma di una nuova consapevolezza istituzionale: la movida non può più permettersi scorciatoie sulla sicurezza. E i controlli, oggi, dimostrano che il margine di tolleranza si è drasticamente ridotto.


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