Operazione da 600 milioni. Intanto Leonardo e Thales si prendono le comunicazioni Nato e Crosetto striglia Giorgetti
E poi arriva Fincantieri. Doveva essere la solita giornata pallida e assorta, in Borsa. Un blue Monday fuori tempo massimo, scandito da qualche lancio di Bloomberg e ritmato dalle analisi sulla prossima riunione della Bce. E invece, a Milano, è stata festa. Almeno per i titoli della Difesa. Non l’hanno vista arrivare, Fincantieri. Che ha annunciato, ieri mattina, ben quattro acquisizioni. Tutte nel segmento strategico dell’underwater, il sottomarino. La (solita) frontiera che fa la differenza in termini strategici. Seicento milioni e la partecipata italiana ha acquisito Next Geosolutions, WSense, Graal Tech e Defcomm. Così ha dato scacco a tutti, partner e concorrenti. Dentro e fuori l’Europa.
Fincantieri: 600 milioni, quattro acquisizioni, un solo hub per l’underwater
La ratio alla base delle operazioni è quella di segnare “un passaggio evolutivo nella parte di catena del valore presidiata del Gruppo, espandendo la propria offerta al business dei servizi a mare ed ampliando così il proprio ruolo da fornitore di soluzioni tecnologiche e piattaforme a primo operatore industriale in grado di integrare competenze, sistemi e servizi lungo l’intera catena del valore nel segmento underwater”. Tradotto dall’economichese: Fincantieri ha in mente di farsi la prima, e poi importante, “piattaforma” del sottomarino in Europa. Di diventare, cioè il primo e più importante player in un campo che, tra gasdotti e cavi digitali sotterranei, reti elettriche e sicurezza, è sempre più decisivo e strategico per la tenuta stessa delle infrastrutture dei singoli Paesi.
“Non stiamo costruendo un gruppo di società underwater. Stiamo costruendo la prima piattaforma europea capace di operare, connettere, proteggere e governare il dominio subacqueo attraverso servizi, droni, sensori, comunicazioni, sistemi di difesa e piattaforme strategiche”, ha messo in chiaro Pierroberto Folgiero, amministratore delegato di Fincantieri. Tutti avvisati. In Borsa, a Milano, c’è chi ha stappato la bottiglia buona: le contrattazioni sono giunte a far segnare un aumento pari addirittura all’11% del valore delle azioni Fincantieri. Euforia che ha contagiato il comparto Difesa.
Leonardo si aggiudica con Thales le comunicazioni Nato
Anche perché, in mattinata, è stata resa ufficiale l’alleanza tra i francesi di Thales e gli italiani di Leonardo. Che forniranno i sistemi di comunicazione integrata alle forze speciali della Nato, servendosi (anche) di tecnologie provenienti da Germania e Regno Unito. Un colpo che ha galvanizzato gli investitori. E le azioni del gruppo sono salite di valore superando il 4,5% di rivalutazione. Numeri che hanno un valore ancora più importante se si considera che, ieri a Skytg24, il ministro alla Difesa Guido Crosetto ha riferito che il programma con Rheinmetall per i veicoli Lynx e i tank Panther subirà dei tagli.
Da Fincantieri all’Ai, Crosetto e il suggerimento a Giorgetti
Certo, Crosetto stesso ha spiegato con chiarezza che saranno snelliti i costi (complessivamente per il 18%) e che i ritardi del programma serviranno a garantire un maggior ritorno industriale in Italia oltre che a mettere a punto spese e investimenti. Si sa, però, come è la fauna finanziaria: bastano alcune parole chiave, un po’ come l’algoritmo, per far scattare reazioni. E, a proposito di algoritmo, uno dei temi cardine in materia di sicurezza e Difesa rimane, appunto, l’intelligenza artificiale. E Crosetto dà a tal proposito un suggerimento al collega all’Economia Giancarlo Giorgetti: “Da oltre due mesi sto pregando il ministro Giorgetti di attivare un meccanismo come quelli di Industria 4.0 riferito all’applicazione dell’intelligenza artificiale per incentivare al massimo le aziende”. Ecco. “Se non portiamo il treno dell’intelligenza artificiale direttamente nelle nostre attività noi perdiamo completamente la possibilità di futuro, mentre se lo attiviamo noi abbiamo una potenzialità che nessun altro Paese al mondo ha”. Appunto.
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