Vannacci si fa un suo simbolo. L’ipotesi di un partito del Generale: “Futuro nazionale”
Un cerchio blu, scritte in stampatello maiuscolo bianche e gialle, un font che richiama lo stile littorio e, al centro, un’ala che può ricordare una fiamma tricolore. È questa la descrizione del simbolo di Vannacci, il marchio denominato “Futuro nazionale” registrato dal Generale che ha subito alimentato nuove tensioni politiche all’interno della Lega e della maggioranza di governo. La domanda di registrazione del marchio è stata presentata il 24 gennaio all’Ufficio brevetti europei, come risulta dal sito dello European Union Intellectual Property Network. Una data tutt’altro che casuale. Nello stesso fine settimana la Lega era riunita in Abruzzo. Da lì Matteo Salvini ha lanciato messaggi netti sulla tenuta del partito, avvertendo che “fuori dalla Lega c’è il deserto” e che chi esce “finisce nel nulla”. Parole che molti hanno letto anche alla luce della crescente centralità di Vannacci e di alcune posizioni contraria alla linea ufficiale del partito. Salvini ha negato che le sue affermazioni fossero indirizzate al Generale che comunque ha iniziato a rappresentare un problema.
Operazione “Futuro nazionale”
Europarlamentare leghista e vicesegretario del partito, Vannacci è diventato in poco più di due anni una figura polarizzante. Complice anche il successo del libro Il mondo al contrario. Adesso però sulla scena del Generale non c’è più solo un libro, è apparso un suo simbolo che lascia presagire o almeno immaginare la possibilità di un nuovo partito. Vannacci ha minimizzato la portata politica dell’operazione: “È solo un simbolo”, ha spiegato, cercando di smorzare le ipotesi di un proprio movimento. Eppure, il simbolo è stato registrato per una vasta gamma di utilizzi. Tra le destinazioni figurano manifesti pubblicitari, depliant, libri-manifesto, insegne, ma anche servizi legati direttamente all’attività politica: organizzazione di manifestazioni, riunioni, consulenza per campagne elettorali. Non mancano ambiti culturali, come convegni e conferenze, né il merchandising, con magliette, felpe e abbigliamento.
Le truppe del Generale attendono il segnale
Nel frattempo, alla Camera i deputati Edoardo Ziello e Rossano Sasso sono ormai considerati in quota Vannacci. Vicini alle posizioni del generale, i parlamentari hanno preso le distanze dalla linea ufficiale del gruppo in occasione del voto sulla risoluzione relativa all’Ucraina. Mentre nell’Aula di Montecitorio si consumava lo strappo, fuori dalla Camera un sit-in a sostegno di Roberto Vannacci protestava contro il documento della maggioranza. “Basta soldi all’Ucraina”, è stata in estrema sintesi l’idea espressa. Spostando l’attenzione da Roma alla Toscana, regione d’origine di Vannacci, si osservano con attenzione anche i movimenti di consiglieri regionali e amministratori locali. Diversi esponenti locali della Lega attenderebbero solo un ordine del Generale per andare a rimpolpare le sue truppe.
Il simbolo di Vannacci e le tensioni nella Lega
In attesa di dare il segnale, Vannacci ha presentato il proprio simbolo. E il clima nella Lega si fa sempre più pesante. Le tensioni interne sono in crescita. Si è vociferato anche di una certa pressione di Luca Zaia su Matteo Salvini per porre rimedio a quello che nella Lega è diventato un vero e proprio caso Vannacci. La circostanza è stata smentita, così come l’indiscrezione per la quale l’ex governatore del Veneto si sarebbe spinto fino a chiedere l’espulsione del generale. Di fatto, però, a premere il piede sull’acceleratore è stato proprio Vannacci la cui mossa alimenta il sospetto che presto quello di Futuro nazionale potrà essere utilizzato come il simbolo di un nuovo partito. Un soggetto politico che rappresenterebbe la versione nostrana dell’AfD tedesca.
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