Generazione Z sotto pressione: “Basta adulti”
Un'indagine: oltre il 50% si sente costantemente sotto esame
Dalla Generazione Z arriva un allarme sociale e psicologico che gli adulti continuano a ignorare.
Sotto pressione, vulnerabili e disillusi, gli adolescenti e i giovani tra i 14 e i 20 anni, nell’indagine di AstraRicerche per Salesiani per il sociale. Vivono uno stress profondo e una profonda debolezza emotiva. Solo il 55,6% si sente soddisfatto di sé, mentre il 50,5% si sente costantemente sotto esame, con percentuali più alte tra le femmine e tra chi ha difficoltà economiche in famiglia.
La Generazione Z senza la guida degli adulti
Una sensazione non nasce dal nulla. Il costo della vita, percepito come un peso enorme, domina le loro preoccupazioni quotidiane. Gran parte dichiara di sentirsi ansioso quando pensa al futuro finanziario.
Un timore che vale solo per la stabilità economica, ma anche per la loro salute mentale. Molti segnalano livelli di stress e ansia più alti rispetto alle generazioni precedenti, con casi frequenti di insonnia, preoccupazioni continue e sintomi fisici legati alla tensione psicologica.
C’è di più: la fiducia nei modelli di riferimento tradizionali si sta sgretolando. I giovani vedono adulti, educatori e autorità come figure poco credibili o incapaci di offrire soluzioni reali per affrontare i problemi di oggi. Solo la metà di loro guarda agli adulti come un aiuto concreto nelle scelte di vita o nell’accesso alle opportunità lavorative.
Giovani sotto pressione
Questa crisi si ripercuote sulle relazioni e sui comportamenti. Alcuni di loro esprimono difficoltà nelle relazioni affettive e sociali, una parte di essi rinuncia a perseguire esperienze ritenute “tradizionali” per paura di fallire o soffrire. La pressione esterna e l’aspettativa costante di performance alimentano un clima di confronto continuo, soprattutto online. Sui social, il senso di autoefficacia può diminuire anziché crescere.
Dal rapporto con il lavoro, un ulteriore livello di incertezza. Molti giovani lamentano salari bassi, percorsi di carriera poco chiari e opportunità limitate rispetto alle aspettative che avevano da adolescenti. Il lavoro, che una volta rappresentava una promessa di stabilità, oggi appare spesso come fonte di insicurezza, alimentando sfiducia e frustrazione.
In questo contesto, la campagna dei Salesiani per il sociale indirizzata ai “fragili” di questa generazione , non solo un appello alla solidarietà. In essa, strumenti concreti per affiancare i ragazzi nell’educazione, nello studio, nelle scelte professionali e nel supporto emotivo. Con educatori e psicologi impegnati a lavorare ogni giorno per creare rapporti di fiducia e favorire competenze utili per affrontare l’incertezza.
La pretesa di risposte
La chiave, non in slogan motivazionali, ma in interventi pratici e accessibili. Sempre più avvertita la necessità di luoghi in cui i giovani possano confrontarsi con adulti e formatori. Per imparare a gestire lo stress, a costruire reti di supporto e a sviluppare strumenti di resilienza. Strumenti per trasformare ansia e paura in volontà di azione.
Gen Z, a rischio di restare intrappolata in un circolo vizioso di incertezze. Un messaggio chiaro, dall’indagine. Per una società stabile del domani, servono oggi soluzioni alle paure dei giovani con strumenti concreti e una guida reale, non con frasi generiche o invenzioni di comodi stereotipi. La Gen Z non vuole elemosinare compassione, pretende risposte.
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