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Esteri

Giallo Doha: l’ennesima trumpata sulla tregua fragile

Un duro scontro di narrative e fact-checking tra Washington e Teheran

di Giorgio Brescia -


Tensioni a Hormuz: il “giallo” di Doha e il corto circuito diplomatico tra Trump e l’Iran.

Le bugie di Trump

L’annuncio trionfale di Donald Trump su Truth Social circa un imminente vertice bilaterale a Doha, in Qatar, ha innescato un duro scontro di narrative e fact-checking tra Washington e Teheran.

Con un post in lettere maiuscole, il presidente statunitense ha dichiarato che l’Iran avrebbe richiesto un incontro d’urgenza per risolvere la crisi militare nello Stretto di Hormuz. L’ennesima “trumpata” social, poche ore dopo una violenta escalation nel Golfo. Raid ritorsivi del Centcom contro postazioni radar e di droni dei Pasdaran e successivi attacchi missilistici iraniani contro le basi Usa in Kuwait e Bahrain, che rischiavano di far collassare la fragilissima tregua transatlantica.

Le ultime indiscrezioni

Rilanciate da Axios e confermate da fonti dell’intelligence americana le ultimora svelano un quadro molto più sfumato e privo di qualsiasi accordo politico formale.

Secondo i media statunitensi, le due superpotenze hanno effettivamente concordato un congelamento temporaneo delle attività cinetiche di bombardamenti per permettere il transito sicuro dei mercantili a Hormuz.

Tuttavia, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha smentito categoricamente l’avvio di veri negoziati bilaterali. E precisato che la delegazione di esperti tecnici inviata da Teheran a Doha si occuperà esclusivamente dello sblocco di 6 miliardi di dollari. Sul tavolo, gli asset congelati, nessun incontro ufficiale con la controparte americana a nessun livello.

La mossa comunicativa di Washington

La strategia della Casa Bianca risponde come sempre a precise esigenze di politica interna ed economica.

Mentre ha confermato il volo verso il Qatar degli inviati speciali Jared Kushner e Steve Witkoff per presidiare i colloqui indiretti guidati dai mediatori qatarioti, Trump ha accelerato i tempi via social per provare intestarsi una minima vittoria diplomatica immediata.

Obiettivo, calmare i mercati energetici globali scossi dalle minacce di dazi e blocchi nello Stretto. La strategia della Casa Bianca resta speculare: concedere spazio ai tavoli tecnici multilaterali rivendicando però pubblicamente la totale sottomissione dell’avversario. Una postura muscolare smentita nei fatti dalla parallela diplomazia sotterranea e parallela che vede l’Iran negoziare i diritti di transito marittimo persino con l’Oman.


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