Sparatoria: sei morti a Stade per l’affido di una minore (VIDEO)
Tragedia nella città della Bassa Sassonia, fermato l'autore e una sua complice
Sei morti a Stade in Germania per una sparatoria. La polizia ha fermato una persona, ignoto per ora il movente del fatto.
Secondo la polizia locale, una sparatoria avvenuta nella città di Stade, nel nord della Germania, ha provocato diversi morti. La polizia ha dichiarato che un sospetto di sesso maschile è stato fermato. I fermati, secondo la Bbc, sarebbero due, di cui uno sospetto autore della sparatoria.
I media locali hanno riferito che l’incidente è avvenuto in un centro giovanile nel centro di Stade ove vengono accolte donne con i loro figli. I morti sarebbero tutti adulti ma non si esclude la presenza di minori tra i feriti. I morti sarebbero giovani madri e un uomo, tutti colpiti nello stesso edificio. La sesta vittima, deceduta in ospedale.
I media locali e nazionali (come il Tagesspiegel) specificano che il fatto è avvenuto nei pressi o all’interno di una struttura/centro per giovani nella zona del centro cittadino.
Il movente chiaro solo in serata
La polizia di Stade ha dichiarato in un comunicato diffuso su WhatsApp che era in corso una “vasta operazione” in Dankersstraße, invitando i cittadini a tenersi lontani dalla zona e a seguire le istruzioni dei servizi di emergenza presenti sul posto.
Stade conta circa 50mila abitanti e si trova a ovest di Amburgo.

“Evitate la zona il più possibile!”, ha scritto il quartier generale della polizia di Lüneburg su X.
Stade appartiene alla regione metropolitana di Amburgo ed è anche conosciuta come la porta d’accesso occidentale all’Altes Land, la più grande regione frutticola contigua della Germania. La città anseatica di Amburgo si trova a circa 40 chilometri di distanza.
Conflitto a fuoco per fermare lo sparatore
I due fermati sono un uomo e una donna. La polizia li ha bloccati mentre cercavano di allontanarsi da posto a bordo di una vettura. Dopo l’iniziale alt, hanno cercato di proseguire la corsa a bordo dell’auto e per questo i poliziotti hanno dovuto bloccarli facendo fuoco sulla vettura.
Il fermo dell’autore e di una complice
Il movente della violenta sparatoria avvenuta a Stade, in Bassa Sassonia, che ha provocato sei vittime totali, ufficialmente riconducibile a una drammatica disputa per l’affidamento di una minore.
Il principale sospettato, un uomo di 45 anni nato in Germania e di origini turche proveniente dalla zona di Hannover, si era recato presso la struttura d’accoglienza per madri e figli per partecipare a un’udienza concordata incentrata proprio sulla custodia della figlia di appena tre mesi.
All’interno dell’edificio, il fuoco aperto contro i presenti. Tutte le persone colpite, quattro donne e due uomini (cinque deceduti sul colpo e un sesto spirato in serata in ospedale), erano dipendenti pubblici. Operatori della struttura socio-assistenziale o del Jugendamt, l’ufficio tedesco per la tutela dei minori.
La madre della bambina, una donna di 34 anni che risiedeva nel centro protetto, e la neonata, miracolosamente illese poiché non si trovavano nella traiettoria degli spari.
Il presunto killer, già noto alle forze dell’ordine per precedenti reati minori ma non considerato un soggetto violento. Alla fine, arrestato dopo un breve inseguimento automobilistico sulla strada statale B73 insieme a una complice di 65 anni che si trovava alla guida del veicolo utilizzato per la fuga.
Entrambi, ora in stato di fermo giudiziario in attesa che la procura locale formalizzi le accuse di strage e omicidio plurimo aggravato per i morti di Stade.
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