Giorgia Meloni in Parlamento giovedì 9 aprile
Alla fine Giorgia Meloni, sistemate alcune pratiche ritenute imminenti dopo l’esito del referendum, ha sciolto la riserva: riferirà in Parlamento circa l’attività del governo. La giornata utile sarà quella di giovedì 9 aprile e la strada scelta è quella dell’informativa. Non ci sarà quindi nessun voto a differenza di quanto accade in occasione delle comunicazioni. D’altronde, la premier non deve tecnicamente incassare alcun sostegno parlamentare. Non si reca in aula a capo di un governo dalla maggioranza incerta, né a seguito di un rimpasto che richiederebbe una nuova fiducia da parte del Parlamento. L’informativa dal punto di vista politico è utile a tracciare la rotta dei prossimi mesi, dopo che la scoppola presa con la bocciatura della riforma della giustizia ha senza dubbio rappresentato un inciampo non da poco.
Tra voto anticipato ed elezioni nel 2027
Fare il punto sull’agenda di governo è quindi un modo per dare centralità ai dossier ancora aperti e a quelli in cantiere. Non c’è dubbio sia però anche un’occasione per frenare le voci circa la stabilità del governo e, al contempo, per contenere le pulsioni di chi – da qualsiasi parte – con paura o speranza guarda all’ipotesi di un voto anticipato. L’eventualità non è scongiurata, ma l’orizzonte, almeno ufficialmente, resta quello del 2027. Le incognite sul tavolo sono comunque molteplici e sarà interessante osservare cosa accadrà nei pochi giorni prima che Giorgia Meloni terrà la sua informativa. Innanzitutto, bisognerà vedere se per allora ci sarà il nome del sostituto di Daniela Santanchè come ministro del Turismo. E, qualora così fosse, se si tratterà di un nuovo nome o se ci sarà lo spostamento di un ministro già in carica da un dicastero all’altro. In tal caso la casella da coprire sarebbe un’altra.
Il perché del passaggio di Giorgia Meloni in Parlamento
In alternativa, la premier potrebbe trattenere la delega e affidare solo in parte il settore a un sottosegretario. Su quale opzione ricadrà la scelta sarà emblematico di come si intende reagire all’esito del referendum. Un nuovo ministro spegnerebbe le indiscrezioni di un rimpasto e allontanerebbe l’ipotesi di elezioni anticipate. Proprio la missione che da Palazzo Chigi si sta tentando di compiere negli ultimi giorni. Il messaggio che si vuole far passare è che il governo va avanti e lo fa con determinazione, pronto a concentrarsi sulle pratiche all’ordine del giorno. Che chi professa questa linea ne sia perfettamente convinto è tutto da vedere. Ma proprio l’informativa del Presidente del Consiglio potrebbe puntellarla. Ed è proprio questa la carta che si vuole giocare.
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