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Grazia a Minetti, Travaglio si scaglia contro la Procura Generale di Milano

di Lino Sasso -


Marco Travaglio non ci sta alla conferma della grazia per Nicole Minetti e si scaglia contro la procura di Milano. Anzi, addirittura arriva a minacciare denunce contro i magistrati. “Possono anche raccontare che gli asini volano – tuona dal salotto di Otto e mezzo su La7ma l’unica cosa che la Procura Generale non può fare è accusare il Fatto Quotidiano di falso, perché questa è una diffamazione. E non possono farlo perché non hanno sentito le persone che abbiamo sentito noi. Quella cosa lì se la rimangiano e ci chiedono scusa, altrimenti li denunciamo”. Un punto di vista interessante, perché ciò che si legge tra le righe è che il non-scoop del quotidiano – che pure ha sollevato un polverone e rischiato di far cadere in fallo addirittura il Quirinale – per Travaglio ha più valore degli accertamenti e dei successi approfondimenti effettuati dai magistrati milanesi.

La lezioncina ai magistrati

Il direttore del Fatto rivendica l’attività svolta sul caso della grazia a Nicole Minetti dal suo giornale. E fa bene. Non è però disposto ad ammettere che quella inchiesta giornalistica non ha portato a nulla, di certo a nessun profilo rilevante in chiave giudiziaria. Ma Travaglio va oltre. Difende testimonianze e versioni che le indagini della Procura Generale di Milano hanno ritenuto, se non del tutto false, quantomeno irrilevanti. E accusa i magistrati di non aver ascoltato i protagonisti di quei racconti. Dà così anche una lezioncina ai magistrati che in sostanza hanno definito come fuffa i presunti scoop del quotidiano che dirige.

Travaglio contro la procura di Milano a cui ha fatto perdere tempo e fatica, a spese degli italiani

Eppure la procura ha dovuto svolgere degli approfondimenti, servendosi anche dell’Interpool, proprio per il caos che l’inchiesta del Fatto, rivelatosi il nulla più totale secondo gli stessi magistrati di Milano, li ha costretti a rimettere mano al caso. Tempo, fatica e soldi pubblici spesi per nulla. E a proposito di soldi, su tutta questa vicenda campeggia la richiesta di risarcimento per ben 250 milioni che Nicole Minetti e il compagno Cipriani hanno avanzato contro il Fatto per i danni subiti da un’inchiesta giornalistica rivelatasi infondata.


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