Groenlandia, anche Meloni per il no a Trump
Apparentemente unita l'Europa, finora con uno strumento di sola deterrenza diplomatica
La podcaster statunitense Katie Miller, moglie di Stephen Miller tra i più stretti collaboratori di Donald Trump alla casa Bianca, dopo l'operazione Usa in Venezuela ha pubblicato un'immagine della Groenlandia coperta dalla bandiera degli Stati Uniti sul suo profilo X, con il commento: "Presto la Groenlandia!"
La Groenlandia di nuovo al centro della scena internazionale dopo le nuove dichiarazioni di Donald Trump, che hanno riacceso il dibattito su sovranità, sicurezza artica e alleanze occidentali: anche Meloni per il no. Le parole del presidente Usa hanno provocato reazioni immediate della Danimarca, una presa di posizione comune di diversi Paesi europei e una dichiarazione condivisa sottoscritta anche da Giorgia Meloni per l’Italia. La questione è particolarmente delicata perché coinvolge la Nato, l’equilibrio transatlantico e il rispetto del diritto internazionale in un’area strategica come l’Artico.
Trump e la Groenlandia: propositi, sicurezza e opzioni sul tavolo
Donald Trump ha rilanciato con forza, anche nelle ultime ore, l’idea che la Groenlandia sia fondamentale per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, citando l’aumento delle attività di Russia e Cina nell’Artico. Trump ha dichiarato che Washington “ha bisogno” dell’isola e che tutte le opzioni restano aperte, comprese quelle militari, pur presentandole come ultima ratio.
Secondo l’impostazione trumpiana, la Groenlandia rappresenta un nodo cruciale per il controllo delle rotte artiche, delle basi radar e delle risorse strategiche. Alcuni esponenti vicini a Trump hanno inoltre ipotizzato accordi diretti con le autorità groenlandesi, ridimensionando il ruolo della Danimarca.
Un approccio che ha sollevato forti preoccupazioni in Europa, perché mette in discussione il principio di sovranità e il funzionamento stesso delle alleanze occidentali.
La risposta della Danimarca: sovranità e allarme Nato
La Danimarca ha reagito con estrema fermezza, ribadendo che la Groenlandia non è in vendita e che ogni decisione sul futuro dell’isola spetta esclusivamente al popolo groenlandese e a Copenaghen.
Il governo danese ha definito inaccettabile qualsiasi ipotesi di pressione o intervento esterno e ha avvertito che un’azione unilaterale statunitense contro un Paese membro della Nato avrebbe conseguenze gravissime per l’Alleanza Atlantica.
Copenaghen ha inoltre richiamato l’attenzione sulla necessità di rafforzare la cooperazione difensiva nell’Artico, evitando iniziative che possano destabilizzare l’area e compromettere la fiducia tra alleati.
Europa compatta: dichiarazione congiunta e linea comune
Di fronte alle dichiarazioni di Trump, una risposta apparentemente coordinata. Francia, Germania, Italia, Spagna, Polonia, Regno Unito e altri partner hanno firmato una dichiarazione congiunta in cui si afferma che “la Groenlandia appartiene al suo popolo” e che solo Danimarca e Groenlandia possono decidere del proprio futuro.
La scelta, durante un incontro politico internazionale a Parigi, riunito principalmente per affrontare la crisi ucraina e la sicurezza europea.
Il documento sottolinea anche che la sicurezza dell’Artico è una priorità strategica per l’Europa e per la Nato, da affrontare in modo collettivo e nel rispetto del diritto internazionale.
Un messaggio chiaro: nessuna modifica degli equilibri territoriali può avvenire tramite pressioni o minacce.
In ogni caso, uno strumento di sola deterrenza diplomatica. Nelle dichiarazioni ufficiali non si parla di nuove forze armate comuni dedicate alla Groenlandia.
Il riferimento costante, alla Nato. L’Alleanza già oggi garantisce la difesa collettiva di Danimarca e Groenlandia e coordina sorveglianza, intelligence, esercitazioni nell’Artico. Ma include già una forte presenza statunitense (basi, radar, pattugliamenti).
Insomma, nessuno sta proponendo un “controllo armato europeo” alternativo agli Usa. Sarebbe politicamente esplosivo.
Giorgia Meloni e l’Italia: posizione, adesione e precisazioni
L’Italia, con Giorgia Meloni, ha aderito ufficialmente alla dichiarazione europea, confermando una linea di equilibrio ma fermezza. La posizione italiana si articola su alcuni punti chiave.
Per prima, la difesa della sovranità territoriale. l’Italia riconosce pienamente il diritto di Danimarca e Groenlandia a decidere senza interferenze esterne.
Poi, la centralità della Nato. Meloni ha ribadito che la sicurezza artica deve essere garantita nell’ambito dell’Alleanza Atlantica, evitando azioni unilaterali che possano creare fratture tra alleati.
Ancora, il rapporto con gli Stati Uniti. Pur mantenendo un rapporto strategico con Washington, l’Italia sottolinea che l’Alleanza si fonda sul rispetto reciproco e delle regole internazionali.
Infine, la stabilità geopolitica. Roma considera la questione Groenlandia un test importante per la tenuta dell’ordine internazionale e per la credibilità dell’Occidente.
La scelta di Meloni colloca l’Italia all’interno del fronte europeo che punta a raffreddare le tensioni, evitando escalation e riaffermando i principi fondamentali della politica estera.
Il ruolo della Nato e la delicatezza della questione
La Groenlandia è un territorio chiave per la difesa del Nord Atlantico, ospita infrastrutture strategiche ed è al centro delle nuove rotte artiche. Per questo la Nato considera l’area una priorità crescente, ma insiste su un approccio cooperativo.
La delicatezza della questione deriva dal rischio di trasformare una disputa politica in una crisi tra alleati, con effetti destabilizzanti non solo in Europa ma sull’intero sistema di sicurezza globale. La partita Groenlandia non riguarda solo un’isola, ma il rispetto delle regole, la coesione occidentale e l’equilibrio tra potenze.
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