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Economia

Pac post 2027, appello a Foti e Lollobrigida: “Italia chieda regole chiare”

L'associazione sollecita un intervento deciso al Consiglio Agrifish

di Angelo Vitale -


Il futuro della Pac 2028-2034 è in bilico: appello Cia a Foti e Lollobrigida affinché garantiscano trasparenza e stabilità nelle decisioni europee.

La Cia-Agricoltori Italiani chiede regole chiare e vincoli precisi sui fondi. La frammentazione dei Piani di partenariato rischia distorsioni e burocrazia. Il presidente Cristiano Fini sollecita interventi immediati al Consiglio Agrifish: l’Italia deve difendere la quota agricola e la sicurezza alimentare.

Pac 2028-2034: risorse e governance

Cia-Agricoltori Italiani richiede regole nette su risorse e governance. Il rischio è che il Fondo unico disperda le risorse agricole. Serve un regolamento dedicato alla Pac post 2027. I Piani di partenariato nazionale e regionale non devono sostituirlo.

Stabilità e certezza per gli agricoltori

La riforma Pac entra nella fase cruciale del negoziato europeo. Fini sottolinea l’importanza di stabilità, semplificazione e certezza giuridica. L’Italia ha ottenuto un miliardo in più rispetto alla programmazione attuale. Ma la partita resta aperta e richiede attenzione continua.

Criticità dei Piani di partenariato

La frammentazione dei Piani rischia distorsioni nel Mercato Unico. Si crea eccessiva burocrazia per autorità e beneficiari. Cia chiede regolamenti settoriali per Pac e Ocm, non il Regolamento Nrpp. Così si preserva coerenza normativa e competenza dei ministri agricoli.

Appello a Foti e Lollobrigida all’Agrifish

In vista del Consiglio Agrifish e degli Affari Generali circa il Pac, Cia rivolge un appello ai ministri per gli Affari Europei e dell’Agricoltura, Foti e Lollobrigida, affinché garantiscano trasparenza, certezza giuridica e stabilità per il settore agricolo italiano nelle decisioni europee. La quota del 10% del target rurale deve restare vincolata all’agricoltura e eventuali fondi non allocati devono tornare prioritariamente agli agricoltori.

Priorità negoziali

Certezza giuridica e chiarezza sui fondi rurali sono essenziali. La quota del 10% del target rurale deve restare vincolata all’agricoltura. Eventuali fondi non allocati devono tornare prioritariamente agli agricoltori. L’Italia deve difendere il pilastro agricolo e la vitalità delle aree rurali.


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