L’Ue guardi a quello che sta succedendo a Trump con l’Iran
L’Unione europea guardi con attenzione a quello che sta succedendo negli Stati Uniti. Il consenso di Donald Trump, secondo il sondaggio dell’Università del Massachusetts, crolla sotto il peso della guerra all’Iran, dei costi economici e di un conflitto che, da operazione breve, si è trasformato in una crisi lunga e imprevedibile. È una lezione che Bruxelles non può ignorare, a maggior ragione che sul fronte energetico è messa molto peggio degli Usa.
Il sostegno a oltranza all’Ucraina nel conflitto con la Russia lo paghiamo nelle bollette, nei prezzi del carburante, nei bilanci pubblici, e soprattutto si paga nelle urne. A causa dell’impennata del petrolio (con prezzi alla pompa mai visti prima per i cittadini Usa) e della spinta inflazionistica, Trump molto probabilmente perderà le elezioni di midterm.
Ma per l’Ue l’allarme è ancora più forte. La necessità di sostenere Kiev non può cancellare l’obiettivo politico di una de-escalation con la Russia. Difesa e diplomazia non sono alternative, ma strumenti complementari. Continuare a immaginare soltanto l’escalation – costi quel che costi – significa rischiare di importare in Europa la crisi (anche di consenso) che sta colpendo Trump. Una guerra senza prospettiva politica è una sciagura immane a livello economico e commerciale. Per Bruxelles, oggi, la vera forza è costruire le condizioni della pace.
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