Guida sicura. Perché la prudenza non è mai troppa. E bastano pochi accorgimenti per garantirsi, insieme alla sicurezza, anche una certa longevità al volante. Per i giovani, che sfrecciano lungo le autostrade digitali del web, l’auto non sembra essere più una priorità. Ma per tutti gli altri, la “macchina” è sinonimo di libertà, di autonomia persino di gratificazione. In un certo senso, un simbolo di vita piena e soddisfacente. Perciò rinunciarci è doloroso. È vissuta, la scelta di riporre la patente in un cassetto, come una diminuzione del proprio essere. Una sorta di capitolazione, una scelta dalla quale non si torna più indietro. A una certa età, alcune cose, fanno male. Ma la differenza tra la saggezza dei capelli bianchi e la spericolatezza della gioventù la fa, proprio, la responsabilità. L’ammettere di avere un limite, che sia fisico o di altra natura e dovuto a cause come il passare del tempo su cui, ahinoi, non possiamo far nulla, rappresenta un atto di grande responsabilità. Verso se stessi ma, soprattutto, verso tutti i nostri cari. Quelli che ci vogliono bene, figli, nipoti, amici. Quelli per cui non saremmo mai un peso, né un pacco postale da spostare di qua e di là.
Consigli per garantirsi una guida sicura
Ma come fare a capire se si è ancora in grado di stare alla guida in maniera perfettamente sicura? Semplice, basta ascoltarsi. E farlo seriamente, senza mentire a se stessi. A una certa età, certi sintomi affiorano e non servirà a nulla nasconderselo. La vista che si appanna, l’udito che va affievolendosi. E poi i riflessi, sempre più lenti. Tutti segnali che dovrebbero indurre chiunque, a prescindere da quello che dice la carta d’identità, a valutare attentamente le sue capacità psicofisiche. Certo, alcuni sintomi sono più lievi degli altri. E si può intervenire, eccome. Non è detto che si debba smettere di guidare al primo segnale. Ma è necessario che, a rassicurarci, sia un medico.
Il rinnovo della patente a ogni età
È pur vero che, al crescere dell’età, diminuisce la durata del rinnovo della patente. Fino ai cinquant’anni, dura dieci anni. Poi si dimezza a cinque. A settant’anni scende ancora a tre e, al compimento degli ottant’anni, la patente va rinnovata ogni due anni. Chi si sente, ed è effettivamente, in forma può continuare a guidare finché ne ha voglia. Non esistono leggi, nonostante il dibattito in tal senso riaffiori periodicamente, che stabiliscono un limite massimo d’età per mettersi al volante. Tuttavia è necessario sottoporsi, con frequenza, ai controlli medici. Ci sono alcuni trucchi per dribblare l’età che avanza. E tutti passano dal consiglio del dottore. Bisogna, per esempio, controllare periodicamente la vista. E capire se si ha necessità di occhiali, magari antiriflesso, per esempio, in caso di fastidio alle luci della strada. Si deve frequentare con assiduità lo studio dell’otorino per rendersi conto dello stato del proprio udito. E poi è necessario fare attività fisica perché il corpo non si intorpidisca troppo e i riflessi si sveglino. Non c’è bisogno di trasformarsi in Rocky della domenica o in Jane Fonda dell’aerobica. Basta una mezz’ora al giorno di attività dolce. Che sia ginnastica, cyclette, una semplice camminata. Pure curare le piante può rappresentare, a certe condizioni, un utile strumento per tenersi in forma.
Quando mettersi al volante
Ci sono, a prescindere dal proprio stato di forma, alcuni consigli che è bene tenere a mente. Per una guida che sia sempre sicura. Innanzitutto, è consigliabile mettersi al volante nelle ore meno trafficate. In modo da evitare lo stress delle lunghe file. È importante, poi, scegliere gli occhiali giusti alla guida e tenerne sempre un paio nell’abitacolo. Per quanto riguarda la radio, poi, si consiglia di non ascoltarla a volumi troppo alti. Altrimenti ogni stimolo sonoro dall’esterno sarà neutralizzato. E non è tutto. Quando si diventa seniores, il campo visivo tende a restringersi. Ciò impone una maggiore attenzione durante le manovre. Che si traduce in alcuni gesti che vanno fatti con estrema attenzione. E, magari, girando un po’ più la testa. O affidandosi alle auto più moderne dotate di telecamere che illuminano gli angoli altrimenti morti. Un altro consiglio è quello dei tre secondi. È un gioco. Bisogna fissare un punto di riferimento della strada, un segnale, un palo, un albero, e verificare quanto tempo passa tra chi ci precede e la nostra auto. Se contiamo tre secondi, stiamo rispettando la giusta distanza. E sappiamo benissimo che mantenere una distanza di sicurezza è fondamentale per evitare piccoli e grandi incidenti alla guida.
Altri due consigli pratici
Infine altri due consigli. Il primo: preferire autovetture piccole e magari di colori accesi, così da non passare inosservati per strada. Non tanto per questioni estetiche, quanto per ragioni di sicurezza. Sulla via ci sono anche gli altri e, spesso, non sono così giudiziosi come lo siamo noi. Il secondo: tenersi sempre aggiornati. Ci sono, in ogni parte d’Italia, decine e decine di corsi per la guida sicura. Non solo sportiva, chiaramente. E molte agenzie di scuola guida hanno aperto le loro porte ai più grandi proprio per “aggiornarli” sulle novità più recenti in termini di circolazione stradale e sicurezza. Può essere una buona opportunità, per socializzare e soprattutto per mettersi alla prova. Con la consapevolezza che il più grande insegnamento che possiamo impartire ai nostri cari è quello della saggezza. E non c’è cosa più saggia che capire ed accettare i propri limiti.