Hormuz, ecco la verità dei fatti. Altro che le trumpate quotidiane
Nonostante la tregua in Libano e la conseguente riapertura dello stretto di Hormuz da parte dell’Iran, la guerra prosegue a colpi di fake news e di omesse verità. Il presidente Usa Donald Trump non ci ha risparmiati dalle sue solite sparate, arrivando a dichiarare che l’Iran avrebbe accettato di consegnare l’uranio arricchito e di porre fine al programma nucleare (a scopi pacifici, lo chiariamo ancora una volta). Aggiungendo che Teheran avrebbe accettato senza nulla in cambio (smentendo così le voci sui fantomatici 20 miliardi di dollari di asset iraniani sbloccati).
Eppure per rendere minimamente credibile la sua affermazione, il capo della Casa Bianca avrebbe dovuto confermare le indiscrezioni sullo scambio. Invece, detta così, la trumpata del giorno resta assolutamente non credibile. Altra bufala sparata dal tycoon è che è l’Iran avrebbe promesso di non richiudere mai più lo stretto. Al contrario, Teheran ha detto che se il blocco navale Usa contro i porti iraniani non verrà rimosso, Hormuz sarà nuovamente chiuso. Peraltro, la riapertura rientrava tra i punti proposti dall’Iran per i negoziati con gli Usa – ma solo in caso di cessazione degli attacchi israeliani in Libano. Una promessa mantenuta da Teheran, non una vittoria ottenuta da Trump.
In merito alle critiche Usa – “la Nato non deve venire a Hormuz, è inutile, è una tigre di carta” – al vertice di ieri a Parigi sulla navigazione nello stretto e l’accordo raggiunto su una missione difensiva per proteggere il passaggio delle navi al termine del cessate il fuoco, va piuttosto preso atto che l’iniziativa supplisce quanto meno alla totale assenza di una proposta a livello Ue. Il massimo che è riuscita a fare Ursula von der Leyen è stato produrre un vademecum per consumare meno energia, con la richiesta di lavorare almeno un giorno da casa e di abbassare il biglietto dei trasporti pubblici. Siamo al ridicolo. Anche se la Casa Bianca che scambia Quentin Tarantino per la Bibbia non si batte, sia chiaro.
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