Iran: il film Hegseth, il pragmatismo di Teheran e la mossa dei volenterosi
L'attacco Usa disastro militare, strategico e politico
Il fanatismo misto a ignoranza di alcuni dei suoi elementi di spicco, costituisce uno dei maggiori fattori di pericolosità dell’amministrazione statunitense. La figuraccia dell’impomatato segretario alla Difesa Pete Hegseth che, durante una funzione al Pentagono, pensava di evocare la Bibbia, ma ha finito per citare il monologo recitato da Samuel L. Jackson nei panni di Jules Winnfield in Pulp Fiction, è indice di una situazione grave e allarmante.
Cosa ha combinato il capo del Pentagono
Durante una cerimonia religiosa trasmessa in streaming, Hegseth ha recitato quello che ha presentato come un versetto, definendolo “CSAR 25:17”. Il testo suonava così: “Il cammino dell’aviatore abbattuto è assediato da ogni parte dalle iniquità degli egoisti. Saprete che il mio nominativo è Sandy 1 quando riverserò la mia vendetta su di voi. Amen”. Una rivisitazione al burro d’arachidi del celebre Ezechiele 25:17 nella versione resa famosa dal film di Quentin Tarantino. Per il capo del Pentagono, accusato dai democratici della Camera di abuso di potere e crimini di guerra, è l’ennesimo scivolone.
Sullo Stretto di Hormuz ha fatto tutto l’Iran
L’aggressione militare degli Usa alla Repubblica islamica dell’Iran si sta trasformando in un disastro militare, strategico e politico per Donald Trump. “L’Iran ha appena annunciato che lo Stretto di Hormuz è completamente aperto e pronto al transito. Grazie”, ha scritto su Truth il tycoon dopo che il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha annunciato su X che lo Stretto di Hormuz è aperto al transito delle navi commerciali per tutta la durata del cessate il fuoco in Libano, iniziato giovedì sera per dieci 10 giorni. “In linea con il cessate il fuoco in Libano, il passaggio di tutte le navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz è dichiarato completamente aperto per il restante periodo di cessate il fuoco, lungo la rotta coordinata già annunciata dall’Organizzazione portuale e marittima della Repubblica islamica dell’Iran”, ha precisato Araghchi.
Il blocco Usa e le false concessioni smentite da Teheran
Nel tentativo di mascherare il suo nuovo fallimento, il capo della Casa Bianca ha sottolineato che il blocco navale statunitense rimarrà pienamente in vigore e sarà efficace “esclusivamente nei confronti dell’Iran”, finché la “transazione” con gli iraniani “non sarà completata al 100%”. Immediata la risposta della controparte: “Se il blocco statunitense continuerà, sarà considerato una violazione del cessate il fuoco e lo Stretto di Hormuz resterà chiuso”.
Non pago di quanto già fatto, il presidente degli Usa in un’intervista a Bloomberg ha detto che l’Iran ha accettato di sospendere il proprio programma nucleare a tempo indeterminato, senza ricevere alcun fondo congelato da Washington. Un alto funzionario iraniano ha smentito tale ipotesi.
Secondo Axios, Stati Uniti e Iran hanno compiuto progressi nei negoziati su un Memorandum d’intesa di tre pagine per porre fine al conflitto, anche se restano divergenze significative su alcuni punti chiave.
L’incontro dei volenterosi per Hormuz
“Bene la riapertura di Hormuz” da parte degli iraniani, ha dichiarato il presidente francese Emmanuel Macron, al termine della Conferenza sulla navigazione marittima nello Stretto di Hormuz che si è svolta ieri all’Eliseo, “ora riapertura sia incondizionata, no a pedaggi per navi”. “Ci opponiamo a qualsiasi tipo di restrizione, a qualsiasi regime dipendente da una convenzione che corrisponderebbe di fatto a un tentativo di privatizzare lo stretto e ci opponiamo ovviamente a qualsiasi sistema di pagamento”, ha aggiunto Macron.
Saranno Gran Bretagna e Francia a guidare la missione internazionale per garantire la libertà di navigazione nello Stretto. “Sarà una missione difensiva e pacifica”, ha assicurato il premier britannico Keir Starmer.
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha rimarcato la sintonia tra i partner presenti a Parigi. Berlino è pronta a fare la sua parte per garantire la libertà di navigazione.
La premier Giorgia Meloni ha affermato che “riaprire Hormuz significa far fronte alle criticità e costruire un elemento essenziale per qualsiasi soluzione del conflitto mediorientale”, evidenziando che questo vertice “mostra che l’Ue può fare la sua parte”. L’Italia ha offerto la sua disponibilità a mettere a disposizione proprie unità navali sulla base di una autorizzazione parlamentare.
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