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Politica

Il puzzle dei nuovi sottosegretari apre un nuovo caso in Forza Italia

di Giuseppe Ariola -


A Palazzo Chigi si continua a lavorare al puzzle delle nomine dei nuovi sottosegretari. La prossima settimana dovrebbe essere quella utile per riempire almeno alcune delle caselle rimaste vacanti. A partire da quella lasciata libera dal dimissionario Andrea Delmastro. Come nuovo sottosegretario alla Giustizia, insistenti voci di corridoio danno la deputata di Fratelli d’Italia Sara Kelany, sponsorizzata da Giovanbattista Fazzolari. Tra le new entry al governo ci sarebbe anche Maria Chiara Fazio. In quota Noi Moderati, è data in pole position per succedere a un altro dimissionario, Giorgio Silli, che ha lasciato la Farnesina a febbraio dopo essere stato eletto Segretario Generale dell’Istituto italo-latino americano. Pochi mesi prima di dimettersi da sottosegretario agli Affari esteri, dove era stato nominato proprio su indicazione del partito di Maurizio Lupi, Silli era però passato a Forza Italia. Una scelta che aveva alimentato non poche polemiche tra gli stessi partiti alleati.

Noi Moderati riottiene un posto alla Farnesina

Con tanto di esplicita richiesta di dimissioni avanzata da Noi Moderati. Il passo indietro è arrivato poco dopo e per altre ragioni. Ma subito dal suo ex movimento sono partite le rivendicazioni sulla casella di governo che, però, nel frattempo era passata agli azzurri. Allo stato appare assodato che il posto alla Farnesina torni alla ‘casa madre’, ma il caso Silli sembra inserirsi in un’altra partita, quella che vede Forza Italia chiedere ben due innesti al governo. Il primo, sembra pacifico, è quello di Paolo Barelli ai Rapporti con il Parlamento. Ancora da chiarire se come viceministro o sottosegretario. La promozione dell’azzurro sarebbe concessa ad Antonio Tajani direttamente da Giorgia Meloni. Fratelli d’Italia cederebbe quindi un incarico agli alleati dopo la nomina di Gianmarco Mazzi a ministro del Turismo che, in un incastro tutto interno al partito di via della Scrofa, ha liberato la poltrona da sottosegretario che occupava alla Cultura.

L’incastro tra Consob e Mef

Il secondo si gioca su un tavolo più complesso. Quello di una rivendicazione del segretario di Forza Italia in cambio della caduta di ogni veto sul trasferimento alla Consob di Federico Freni, attuale viceministro dell’Economia. In caso di buon esito dell’operazione, come numero due di Giorgetti potrebbe essere indicato Claudio Durigon che lascerebbe vuota la casella di sottosegretario al Lavoro. Quella a cui punta Tajani per la deputata Chiara Tenerini. Fonti della Lega appaiono aperturiste a questa ipotesi, pur senza confermare né smentire. “Valuteremo una volta chiusa la partita Consob”, è la linea. “Io non ho chiesto niente”, ci dice invece la diretta interessata. Le trattative, condotte direttamente da Tajani anche per consolidare il proprio ruolo alla guida del partito dopo gli scossoni delle ultime settimane, sono però in corso. Al gruppo azzurro a Montecitorio non è mistero, ne parlano tutti.

L’azzurra Tenerini nel puzzle dei nuovi sottosegretari

Per portare a casa il risultato, puntualizza però la deputata azzurra, “si deve comporre più di una questione. Si tratta di decisioni che riguardano tante dinamiche e la composizione già assolutamente valida del ministero del Lavoro”. A parte ciò, ci sono i nuovi malumori in Forza Italia maturati proprio attorno a questa eventualità. Con diversi deputati che storcono il naso di fronte all’ipotesi che la fedelissima del segretario riceva l’incarico di governo. Chiara Tenerini ne è assolutamente consapevole e, anzi, non ne fa mistero. “Dispiace essere usata per colpire da altre parti”, è la stoccata rivolta a “qualcuno del mio partito che mette in dubbio con la stampa la mia esperienza e competenza”.


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