Per Giorgia Meloni, è la forza degli eserciti lo strumento più efficace per combattere le guerra
La Russia ha parlato di “lenti progressi” nei negoziati con gli Stati Uniti per il piano di pace per l’Ucraina. Il vice ministro degli Esteri, Sergei Ryabkov, ha denunciato tuttavia i “dannosi ed estremamente nefasti tentativi di un gruppo di Paesi influenti che cercano di rovinare questo sforzo e di far deragliare il processo diplomatico”.
La disponibilità della Russia
Mosca è disponibile a sottoscrivere un accordo giuridicamente vincolante in cui si impegna a non attaccare l’Unione europea e la Nato, dopo che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha avanzato la proposta della rinuncia, da parte di Kiev, all’adesione all’Alleanza atlantica in cambio di garanzie di sicurezza simili a quelle previste dall’articolo 5 del Trattato del Nord Atlantico. Da Washington è arrivata un’apertura a muoversi in questa direzione.
L’Ue non favorisce il dialogo sull’Ucraina
Bruxelles non si schioda dal suo oltranzismo. I portavoce della Commissione Europea, Olof Gill e Anouar el Anouni, non hanno risposto su quale sia la posizione dell’esecutivo Ue rispetto alle parole del presidente francese Emmanuel Macron, il quale ha detto che è tempo che l’Ue riprenda a parlare con la Russia nell’ambito dei tentativi di mettere fine alla guerra in corso in Ucraina, portati avanti finora esclusivamente dagli Usa di Donald Trump. Quella del “volenteroso” Macron non è una “redenzione”, ma un tentativo tardivo di non lasciare l’iniziativa totalmente nelle mani degli americani.
L’attentato a Mosca
Sono diverse le piste al vaglio delle autorità russe dopo la morte avvenuta a Mosca di Fanil Sarvarov, che era a capo della Direzione per l’addestramento operativo dello Stato Maggiore, ucciso dall’esplosione di un ordigno. “Una, ha precisato il portavoce del Comitato investigativo russo, Svetlana Petrenko, è che il crimine sia stato organizzato da agenzie di sicurezza ucraine”. Si sospetta una possibile regia britannica.
Alla Verkhovna Rada, il Parlamento ucraino, è nato un gruppo di lavoro per valutare la possibilità di organizzare elezioni presidenziali durante la legge marziale. Ad annunciarne la formazione, è stato Davyd Arakhamia, capogruppo del partito Servitore del Popolo, la forza politica di Zelensky.
Le parole di Giorgia Meloni
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, salutando le missioni militari all’estero per gli auguri di fine anno in collegamento dal Comando operativo vertice interforze (Covi), si è soffermata sui temi del riarmo e del potenziamento dell’esercito. La premier ha dichiarato di non aver mai accettato la narrazione “di chi contrappone l’idea del pacifismo alle Forze Armate”. “La pace, chiaramente, è un bene prezioso quando la si possiede ed è un bene da ricercare con ogni sforzo quando la si perde. Però questo lo comprende più di chiunque altro chi conosce la guerra ed è preparato a fronteggiarla”, ha sostenuto Meloni.
La leader di Fratelli d’Italia, ha citato Publio Flavio Vegezio Renato, definendo il suo “si vis pacem para bellum”, un messaggio “pragmatico” e tutt’altro che “bellicista”. “Il senso, ha aggiunto ancora la premier, è che solo una forza militare credibile allontana la guerra, perché la pace non arriva spontaneamente, la pace è soprattutto un equilibrio di potenze: la debolezza invita l’aggressore, la forza allontana l’aggressore”.
Per Giorgia Meloni, è la forza degli eserciti, “è la loro credibilità lo strumento più efficace per combattere le guerra. Il dialogo, la diplomazia, le buone intenzioni, certo, servono, ma devono poggiare su basi solide”.