Il bidet questo sconosciuto! Lo stupore degli atleti stranieri alle Olimpiadi di Milano-Cortina quando entrano in bagno
Arrivano da ogni angolo del pianeta con sci, pattini e sogni di medaglia, pronti a confrontarsi sulle piste e nei palazzetti. Ma per molti atleti internazionali delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina la prima vera sorpresa non è legata allo sport o al clima alpino: è il bagno, o meglio, il bidet. Negli alloggi del villaggio olimpico, come negli hotel che ospitano delegazioni e staff, questo elemento tipicamente italiano è diventato oggetto di curiosità, stupore e, in alcuni casi, autentico spaesamento. Per molti giovani sportivi provenienti da Stati Uniti, Canada, Nord Europa o Asia, il bidet è infatti un perfetto sconosciuto. Alcuni lo osservano con diffidenza. Altri con ironia. Altri ancora lo scambiano per una sorta di lavandino per i piedi.
Le ipotesi più disparate
La scena si ripete ormai quotidianamente: foto scattate a favor di social, video condivisi nei gruppi WhatsApp delle squadre, addirittura qualche selfie, domande imbarazzate agli addetti all’accoglienza. “È una mini vasca?”, “Serve per lavarsi le mani?”, “È rotto?”: sono solo alcune delle domande che rimbalzano tra gli atleti appena arrivati in Italia. C’è persino chi ha chiesto se fosse un accessorio per il recupero muscolare post-gara. Il bidet, simbolo della cultura igienica italiana, diventa così un piccolo caso culturale alle Olimpiadi di Milano-Cortina. In molti Paesi anglosassoni è praticamente assente, mentre in altre aree del mondo viene considerato superfluo o antiquato.
Alle Olimpiadi Milano-Cortina il bidet la fa da protaginista
In Italia, invece, è un elemento quasi identitario, presente da sempre nelle case e negli hotel, tanto da essere dato per scontato. Col passare dei giorni, però, lo stupore iniziale lascia spesso spazio alla curiosità. Alcuni atleti, complice la giovane età, ammettono di averlo provato per la prima volta proprio durante il soggiorno olimpico, scoprendone l’utilità e rivalutandone la funzione. Qualcuno scherza: “Dovremmo esportarlo”. Altri promettono che ne installeranno uno una volta tornati a casa. In un’Olimpiade che vuole unire culture diverse sotto i valori dello sport, anche il bidet finisce per fare la sua parte. Non assegna medaglie, ma regala sorrisi, aneddoti e sopraggiunto igiene, che non guasta mai.
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