Il boss Nitto Santapaola morto nel carcere di Opera
Mandante di omicidi eccellenti, tra cui quello del giornalista Fava e dell'ispettore di polizia Lizzio. Condannato per la strage di Capaci
È morto ieri, nel carcere di Opera a Milano, il boss mafioso catanese Nitto Santapaola. Aveva 87 anni ed era detenuto da oltre trent’anni al 41 bis. Santapaola era considerato uno dei capi più sanguinari di Cosa nostra. Venne arrestato all’alba del 18 maggio 1993 in un casolare a Mazzarrone, nel catanese, dopo 11 anni di latitanza. La Procura di Milano ha disposto l’autopsia sul suo corpo.
Il soprannome e il ruolo nella stagione nera delle stragi
Era soprannominato “u’ cacciatore” per la sua passione per la caccia e “il licantropo”, per le false voci su una presunta malattia psichiatrica assimilabile alla licantropia. Con la morte di Benedetto Santapaola, detto “Nitto”, si chiude un capitolo tra i più sanguinosi della criminalità siciliana e dell’opaca stagione dei patti oscuri in Italia. La lunga stagione di guerra allo Stato, di attentati, di omicidi eccellenti e di intrecci oscuri tra affari e politica, reca in calce la sua firma insanguinata.
Gli omicidi eccellenti ordinati da Nitto Santapaola
Il boss, diabetico da bambino ed ax alunno di una scuola salesiana, è stato condannato più volte all’ergastolo perché ritenuto mandante di numerosi omicidi eccellenti, tra cui quello del giornalista Giuseppe Fava e dell’ispettore di polizia Giovanni Lizzio, oltre a essere coinvolto in molte attività criminali: estorsioni, attentati incendiari e gestione del potere mafioso a Catania. Nella sua “bacheca” criminale spicca anche la strage di Capaci in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, i tre agenti di scorta Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani.
L’arresto e l’inutile tentativo di ottenere i domiciliari
Quattro mesi dopo la cattura del capo dei capi di Cosa Nostra Totò Riina, Nitto Santapaola fu arrestato nel 1993 durante l’operazione “Luna Piena”, condotta con un imponente dispiegamento di forze. Non oppose resistenza. Al momento della cattura stava dormendo accanto alla moglie. La guida del clan Santapaola passò al nipote Aldo Ercolano.
Al dicembre dello stesso anno risale l’operazione “Orsa Maggiore”, con centinaia di arresti tra affiliati e fiancheggiatori del suo clan, basata soprattutto sulle dichiarazioni di collaboratori di giustizia. Il 1° settembre 1995 la moglie Carmela Minniti fu uccisa da un pentito per vendetta personale. Il figlio Vincenzo è stato più volte arrestato per tentativi di ridare nuovo slancio alla feroce articolazione dell’organizzazione mafiosa riconducibile al padre. Nel 2020 al licantropo erano stati negati gli arresti domiciliari durante l’emergenza Covid perché considerato adeguatamente protetto in carcere.
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