Il caso folle della foto (fake) di Meloni col padre: “Siamo al cabaret”
Nell'immagine la premier è ritratta con Marco Squarta, oggi eurodeputato Fdi, che tuona: "Avete seri problemi"
Il collage delle foto e commenti pubblicati da Giorgia Meloni
Una fake news bella e buona che, però, è diventata virale: c’è una foto che gira da tempo e che ritrarrebbe, secondo quanto scrivono coloro che la postano e rilanciano, la premier Meloni insieme al padre. Un fatto, questo, che toccherebbe l’immagine della presidente del consiglio che s’è sempre pubblicamente allontanata e dissociata dalle azioni e dal passato del genitore con cui non avrebbe più avuto alcun rapporto dall’età di undici anni. Ecco, quell’immagine pretenderebbe di smentire tutto questo. Peccato, però, che l’immagine choc ritrae un’altra persona.
La foto di Meloni con il padre? Una fake
L’eurodeputato Marco Squarta non è il padre di Giorgia Meloni eppure è lui l’uomo che appare nella foto che gira sul web. Lo ha scritto lui, in un commento, riportato dalla stessa premier sui social. “Avete dei seri problemi, io sono Marco Squarta, non sono il padre di Giorgia ma un europarlamentare di Fdi amico di Giorgia (sic) da trent’anni”. Chiarito l’arcano? No, perché non è bastato nemmeno un altro post pubblicato dallo stesso europarlamentare a far sparire l’immagine del (presunto anzi falso) scoop. È dovuta intervenire direttamente la premier.
“Siamo al cabaret”
Meloni prova a prenderla a ridere ma in un post spiega la verità dietro la foto che (non) la ritrae con il padre, anzi. “In queste ore alcuni utenti stanno diffondendo una foto di qualche anno fa che mi ritrae con Marco Squarta, parlamentare europeo di Fratelli d’Italia, sostenendo addirittura che si tratterebbe di mio padre. Il tutto per sostenere che avrei mentito in Aula quando ho detto di non averlo più visto da quando avevo 11 anni”. Quindi ha aggiunto una nota ironica: “Per la cronaca, Marco Squarta è anche più piccolo di me. Certo, capisco che da quella foto qualcuno avrebbe potuto scambiarlo pure per mio nonno”. La conclusione, però, è sconsolata: “A questo punto non siamo più nemmeno al fango. Siamo al cabaret”.
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