Il Como sogna all’Europa che conta. Champions lontano dal lago
Il Sinigaglia non è idoneo alla Categoria 4 UEFA, necessaria per ospitare la Champions
Il Como sta vivendo una stagione che ha modificato la percezione del club e della città. L’ipotesi Champions League non è più un miraggio, è una possibilità concreta, che impone alla società un salto organizzativo. Mentre la squadra si avvicina al traguardo più prestigioso, la città prepara una trasformazione altrettanto profonda, la ricostruzione del Sinigaglia, un impianto fronte lago completamente nuovo, tecnologico e contemporaneo.
La Champions senza il Sinigaglia
La qualificazione europea, però, non può attendere i tempi dei cantieri. L’attuale Sinigaglia non risponde agli standard UEFA e non potrà essere adeguato in tempo utile. Per questo il Como ha già individuato la soluzione, giocare le partite di Champions League al Mapei Stadium di Reggio Emilia, con Udine come alternativa.
Gli standard UEFA
Il Sinigaglia non è idoneo alla Categoria 4 UEFA, necessaria per ospitare la Champions. La capienza ridotta, le infrastrutture media insufficienti, l’illuminazione non conforme e gli spazi tecnici limitati rendono impossibile disputare le gare europee in riva al lago. Da qui la necessità di una sede temporanea.
Il nuovo stadio fronte lago
Parallelamente, la società ha definito il futuro della sua casa. Il nuovo Sinigaglia nascerà esattamente dove si trova oggi, affacciato sul lago, ma con un’identità completamente ripensata. Sarà un impianto costruito per fasi, così da permettere al Como di continuare a giocare in città durante i lavori. La struttura integrerà un Energy Center capace di alimentare stadio e servizi circostanti, spazi digitali, hospitality moderne, aree media adeguate agli standard internazionali e funzioni urbane attive tutto l’anno.
Un progetto che dialoga con la città
La nuova architettura sarà pensata per convivere con il paesaggio e con la storia razionalista del complesso, introducendo un linguaggio contemporaneo senza snaturare il contesto. Le richieste della Soprintendenza su altezze e volumi non modificano la direzione generale, l’obiettivo resta quello di creare un impianto moderno, integrato e riconoscibile, capace di restituire un ruolo centrale nella vita della città.
Una transizione che racconta un’identità
Il Como giocherà la Champions lontano dal lago, ma lo farà mentre costruisce la casa più moderna della sua storia. È una fase di transizione che descrive la crescita del club meglio di qualsiasi risultato: una squadra che si affaccia sull’Europa e una città che si prepara ad accoglierla con uno stadio all’altezza delle sue ambizioni.
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