Allarme sull’intelligenza artificiale, il Congresso Usa accelera
A imprimere un’accelerazione al confronto è stato il caso di Jacob Coxon, ricercatore 27enne in uscita da Anthropic, che in un post diventato virale su X ha prospettato uno scenario catastrofico: sistemi di IA sempre più potenti potrebbero arrivare, secondo lui, a rappresentare una minaccia per la stessa sopravvivenza dell’umanità
L’allarme sui possibili rischi estremi dell’intelligenza artificiale scuote Washington e riaccende improvvisamente il dibattito sulle regole. Dopo anni di interventi limitati e tentativi rimasti spesso sulla carta, al Congresso degli Stati Uniti decine di parlamentari starebbero lavorando a nuove proposte per mettere sotto controllo lo sviluppo dei modelli più avanzati. A imprimere un’accelerazione al confronto è stato il caso di Jacob Coxon, ricercatore 27enne in uscita da Anthropic, che in un post diventato virale su X ha prospettato uno scenario catastrofico: sistemi di IA sempre più potenti potrebbero arrivare, secondo lui, a rappresentare una minaccia per la stessa sopravvivenza dell’umanità nel prossimo decennio. Un’ipotesi estrema e fortemente dibattuta, ma sufficiente a riportare al centro dell’agenda politica americana il tema della sicurezza dell’intelligenza artificiale.
Il timore della corsa alla superintelligenza
Coxon ha puntato il dito contro Anthropic e OpenAI, accusando i principali laboratori di assumersi rischi enormi nella competizione per sviluppare sistemi sempre più sofisticati. Il nodo, nella sua analisi, è soprattutto la possibile nascita di una superintelligenza capace di aumentare progressivamente e autonomamente le proprie capacità. Il ricercatore sostiene che le aziende siano consapevoli dei potenziali pericoli, ma che la competizione tra i grandi gruppi tecnologici e quella geopolitica con la Cina rendano estremamente difficile rallentare la corsa. L’intervento ha trovato rapidamente ascolto a Washington. Il senatore democratico Bernie Sanders ha promosso un briefing privato con i parlamentari per discutere dei rischi dell’IA, sostenendo che il Congresso sia molto indietro nell’affrontare le conseguenze di una tecnologia che evolve a velocità crescente. Sanders e altri esponenti progressisti vorrebbero arrivare persino a vietare lo sviluppo della cosiddetta superintelligenza.
L’idea di un’apposita agenzia di controllo
Sul tavolo stanno arrivando però proposte differenti. Il deputato democratico Ro Khanna ha rilanciato l’idea di creare una nuova agenzia federale dedicata alla regolamentazione dell’intelligenza artificiale, sul modello delle autorità che vigilano su settori ad alto rischio come l’energia nucleare e l’aviazione. Khanna sostiene anche l’introduzione di veri e propri interruttori di sicurezza. Meccanismi progettati per consentire la disattivazione di sistemi di IA qualora manifestassero comportamenti considerati pericolosi. Inoltre, i Democratici starebbero valutando la creazione di una commissione speciale sull’intelligenza artificiale nel caso in cui conquistassero il controllo della Camera dopo le elezioni di medio termine.
Ipotesi di una legge bipartisan
Il tema comincia intanto a superare le tradizionali divisioni politiche. Il repubblicano Ted Cruz e la democratica Amy Klobuchar hanno auspicato sostegno per una proposta bipartisan che imporrebbe agli sviluppatori di collaborare con esperti governativi nella verifica e nei test dei modelli più avanzati. Resta da capire fino a dove Washington sarà realmente disposta a spingersi. I precedenti gruppi di lavoro creati dal Congresso non sono riusciti a produrre una legislazione organica e rimangono profonde divergenze sulla severità delle restrizioni da imporre. Questa volta, però, il clima sembra diverso. Il timore che la corsa tecnologica possa procedere molto più rapidamente della capacità della politica di governarla si sta trasformando in una questione politica nazionale.
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