L’accordo di pace tra Iran e USA: 300 miliardi di dollari a Teheran
L’Iran gioca la partita della comunicazione: anticipa, espone, orienta il negoziato prima ancora che esista
Nella ricostruzione di Iran International non colpisce tanto il contenuto del presunto memorandum tra Teheran e Washington, quanto la scelta di farlo filtrare. Sembra il segnale che qualcuno, a Teheran, abbia deciso che è il momento di mostrare al mondo che la guerra può essere messa in pausa — ma solo se conviene. Il deputato Meysam Zohourian pubblica su X un pacchetto che ha il sapore di un negoziato parallelo: revoca del blocco navale USA, ritiro delle forze americane dalle aree intorno all’Iran, riapertura dello Stretto di Hormuz. Un baratto di gesti militari mascherato da diplomazia.
Pace condizionata e una montagna di denaro
La parte più ambiziosa è la promessa di dichiarare la fine della guerra, anche in Libano, e di impegnarsi a non usare la forza. Parole che in Medio Oriente, restano spesso ipotesi più che impegni.
Il cuore economico, invece, è solidissimo: 300 miliardi di dollari di ricostruzione per l’Iran se l’accordo finale verrà firmato, più la rimozione graduale delle sanzioni. È la cifra che trasforma un’intesa politica in un’operazione di ingegneria strategica: comprare tempo, stabilità, forse silenzio.
Sul nucleare, Zohourian parla di un impegno a non costruire armi atomiche e di un quadro condiviso su scorte e arricchimento. Un congelamento tecnico del programma in cambio della promessa americana di non aumentare le sanzioni. Una tregua, non un disarmo.
Petrolio, fondi e fiducia temporanea
Il capitolo petrolio completa il quadro: esenzioni per vendite e servizi, più il rilascio graduale dei fondi iraniani bloccati negli Stati Uniti. È il linguaggio universale dei compromessi: soldi, accesso ai mercati, margini di manovra.
Il tutto con un periodo di verifica di 60 giorni, prorogabile. Come se la fiducia fosse un lusso che nessuno può permettersi.
Ma questo schema è davvero il preludio a una distensione, o solo l’ennesimo esercizio di sopravvivenza geopolitica, dove ognuno finge di cedere qualcosa per non perdere tutto?
Fonte: https://www.iranintl.com/en/202605272009
Leggi anche: Usa-Iran: manca ancora una volta l’ultimo tassello
Torna alle notizie in home