Ecce Schlein
Checché se ne dica e qualsiasi motivazione si adduca, Elly Schlein resta l’unica tra i leader dei partiti di opposizione che non parteciperà ad Atreju. Ne consegue che, considerando anche la maggioranza, sarà la sola tra i numeri uno della politica italiana a risultare assente a una manifestazione che, come mai prima d’ora, visti parterre e programma, affronterà tematiche e questioni estremamente sentite dai cittadini. Anche di stretta attualità. Politica e non. Dopo il tira e molla con Giorgia Meloni, che ha tanto ricordato Ecce Bombo, la segretaria dem ha però optato per il forfait. Una scelta paradossale per diversi motivi. Innanzitutto perché conferma che l’unica volontà di Elly Schlein era quella di partecipare ad Atreju per ricevere dal centrodestra – e non dall’opposizione come, invece, sarebbe stato naturale – l’investitura a leader del centrosinistra, del campo largo o della coalizione progressista, che dir si voglia.
La scelta di Elly Schlein
Non riuscendo a conquistare da sola questa leadership, Elly Schlein ha pensato di farsela conferire ad Atreju dalla premier che, però, non è caduta nella trappola. Ha risposto picche. Oltretutto, spiegando che non sta a lei indicare il proprio avversario politico. Né quello di oggi né quello alle prossime politiche. In secondo luogo, è francamente incomprensibile che il leader del principale partito di opposizione, sia in termini di rappresentanza parlamentare che di voti, rifiuti di partecipare a un momento di confronto con l’antagonista del campo avversario, che si dà il caso sia anche il Presidente del Consiglio, perché sono stati invitati pure altri capi partito.
I leader degli altri partiti di opposizione saranno invece presenti
E a confermare che la scelta di Elly Schlein sia quella sbagliata ci hanno pensato gli altri leader dei partiti di minoranza. Giuseppe Conte, Matteo Renzi, Carlo Calenda e Angelo Bonelli parteciperanno infatti alla kermesse. In panel diversi ma nello stesso giorno. Sbagliano tutti? Sono tutti miopi? Decisamente no. Semplicemente sanno che si tratta di una vetrina importante che occuperà per giorni pagine di giornali, spazi nei tg e approfondimenti nei talk show. Un’occasione per far sentire la propria voce, per parlare agli italiani di quello che secondo loro sta facendo di sbagliato il governo. Ma anche per dire cosa farebbero loro. Insomma, per tenere viva la naturale e fisiologica dialettica politica, anche tra parti avversarie. Come è sempre stato in occasione dei congressi e delle manifestazioni di partito. Senza per questo dover mettere a confronto il senso e il significato dell’appuntamento organizzato dai giovani di Fratelli d’Italia con quello della Festa dell’Unità, come dal Pd qualcuno ha improvvidamente fatto per sostenere la decisione della propria segretaria.
Perché l’assenza di Elly Schlein ad Atreju è un errore
La verità è che rifiutando l’invito di Atreju Elly Schlein ha toppato. Ha mancato l’opportunità di un confronto su temi come le nuove norme sullo stupro e l’educazione sessuale nelle scuole, preferendo i flash mob in piazza senza interlocutori al faccia a faccia con i diretti interessati. Inoltre, la sua tentata accelerazione sulla leadership del centrosinistra ha dato anche adito a Giuseppe Conte di vestire i panni di Vincenzo De Luca e di chiedere che in vista delle prossime politiche si parli prima dei programmi e poi del nome del candidato premier.
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