Il Generale Vannacci prepara Futuro Nazionale alla battaglia
Da Generale a gladiatore il passo è breve. Attitudine al combattimento, abitudine alla folla esultante, tendenza ad esaltare il pubblico festante. Ma se questo è il volto noto di Roberto Vannacci, dietro la sua cavalcata politica e quella di Futuro Nazionale c’è anche dell’altro. Una giusta dose di cinismo e la capacità di tirare dritto verso l’obiettivo, senza preoccuparsi troppo di chi o cosa si incontra sul proprio cammino. Il Generale è anche questo: un profilo dotato del giusto pelo sullo stomaco per puntare al risultato senza remore, badando forse più alla tattica che alla strategia. E il risultato a cui Vannacci mira nel breve periodo è quello di riuscire a costituire un gruppo parlamentare autonomo almeno alla Camera. Dallo strappo con la Lega che ha portato alla nascita del suo movimento, il Generale ha fatto diversi adepti a Montecitorio.
L’ambizione di un gruppo parlamentare autonomo
Attingendo proprio dalle file di quel centrodestra del quale potrebbe ritrovarsi a essere alleato. Ad oggi sono quattro i deputati che hanno aderito alla componente Futuro Nazionale del gruppo Misto alla Camera e voci di corridoio parlano di probabili nuovi arrivi. Nei prossimi giorni, forse addirittura prima della due giorni di assemblea costituente che si svolgerà a Roma il prossimo fine settimana, altri quattro o cinque eletti nella Lega e in Forza Italia potrebbero formalizzare il passaggio con Vannacci. Più l’obiettivo si avvicina, più il Generale si esalta. Perché se i 90 mila iscritti a Futuro Nazionale sono già di per sé un risultato tutt’altro che scontato e la continua crescita nei sondaggi rappresenta un segnale esaltante, riuscire a mettere in piedi una pattuglia parlamentare sotto il proprio vessillo sarebbe ancora più esaltante.
Vannacci pronto a suonare la carica per Futuro nazionale
Soprattutto utile, in particolare per l’interlocuzione con i partiti di centrodestra. Tanto più mentre alla Camera è formalmente partito l’iter della nuova legge elettorale. Di certo non è un caso che sul progetto di riforma del centrodestra Vannacci abbia già detto la sua, gettandosi a capofitto nell’arena politica. In particolare sulla questione delle preferenze, perché a decidere sulla rappresentanza parlamentare siano gli elettori e non le segreterie dei partiti. Tesi propinata da diversi movimenti di entrambi gli schieramenti, anche se la maggior parte di chi propone le preferenze in realtà non le vuole. Futuro Nazionale si dice invece pronto a dare battaglia e il Generale ha già suonato la carica. Un ulteriore avviso innanzitutto al centrodestra.
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