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Cronaca

America’s Cup comincia male: colabrodo per la sicurezza

Gli incaricati dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro hanno infatti riscontrato serie violazioni in materia di salute e sicurezza, contestando prescrizioni formali

di Angelo Vitale -

Lavori in corso a Bagnoli, litorale flegreo ad ovest di Napoli, per la costruzione delle infrastrutture, moli ed hangar che ospiteranno le barche dell' America's Cup 2027


Comincia male, l’America’ Cup: per ora nessuna ombra dei clan, ma tanti buchi nella sicurezza del lavoro nel cantiere di un’iniziativa istituzionale di livello internazionale. Iniziativa coordinata dal Commissario di Governo Gaetano Manfredi. Per il sindaco della metropoli campana, non proprio una bella figura. Da verificare, nei prossimi giorni, se il governo si muoverà ufficialmente sulla questione.

America’s Cup: cantiere colabrodo per la sicurezza sul lavoro

L’amaro ritratto che emerge dall’accesso ispettivo antimafia eseguito dalla Prefettura di Napoli nell’area di Bagnoli fotografa le opere strategiche per la 38esima edizione dell’America’s Cup.

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Un’imponente operazione interforze che ha visto schierati sul campo uomini della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e del centro operativo della Direzione Investigativa Antimafia, con l’ausilio di mezzi navali per blindare il litorale flegreo.

L’ispezione ad alto impatto

L’operazione ha passato al setaccio 13 società operative, identificato 57 persone e controllato 54 mezzi di trasporto. Da un lato il bilancio sul fronte della criminalità organizzata regge. Non emergono – “allo stato” – legami diretti o indiretti con la camorra tra le aziende attualmente presenti nel perimetro.

Però riaffiorano le croniche fragilità sui diritti e le tutele dei lavoratori nei grandi appalti pubblici.

I controlli sulla sicurezza del lavoro nel cantiere di America’s Cup

Gli incaricati dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro hanno infatti riscontrato serie violazioni in materia di salute e sicurezza, contestando prescrizioni formali. Nel mirino, quattro imprese per l’inadeguata vigilanza sulle lavorazioni affidate e per l’omessa manutenzione delle attrezzature da cantiere.

Una piaga che riporta al centro del dibattito la qualità della filiera degli appalti. Soprattutto quando la corsa contro il tempo per le grandi manifestazioni rischia di abbassare la guardia sui protocolli di prevenzione degli infortuni.

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I filtri

Dalle carte acquisite dalla Prefettura è emerso che i principali committenti avevano già risolto unilateralmente alcuni contratti prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. Ciò, dopo che erano affiorate anomalie e criticità su alcune ditte subappaltatrici.

Se l’azione di autotutela dimostra la tenuta dei filtri preventivi voluti dalla prefettura, le prescrizioni scattate nell’area flegrea confermano quanto sia sottile la linea tra l’efficienza dei controlli di carta e la cruda realtà dei luoghi di lavoro.

Gli approfondimenti documentali proseguiranno nei prossimi giorni per verificare eventuali ulteriori responsabilità amministrative e penali.


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