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Il “miele dello sballo” viaggia sul Dark Web

La vicenda di Arzano: un 17enne in fin di vita

di Dave Hill Cirio -


Il “miele dello sballo”: l’ultima frontiera del traffico di droghe ha il colore dell’oro e la consistenza della resina. Dietro l’aspetto innocuo del cosiddetto “miele dello sballo” si nasconde una potenza devastante. L’episodio di cronaca più recente, da Arzano nell’hinterland napoletano. Tre giovani di 17, 19 e 22 anni sono stati trasportati d’urgenza in ospedale dopo aver ingerito una piccola quantità di questa sostanza, nota tecnicamente come “wax” o Butane Hash Oil. La situazione del più piccolo, un diciassettenne, resta drammatica: ricoerato nel reparto di rianimazione dell’ospedale San Paolo di Napoli, in pericolo di vita a causa di una grave crisi respiratoria. I carabinieri hanno sequestrato il vasetto contenente la sostanza gelatinosa, risultata positiva ai test per i cannabinoidi, ma con una concentrazione di principio attivo che nulla ha a che fare con la marijuana tradizionale.

Che cos’è il Wax: una potenza fuori controllo

Il wax è un estratto concentrato ottenuto dalle infiorescenze della cannabis. La differenza qualitativa è brutale: se la marijuana comune contiene solitamente tra il 10% e il 30% di Thc, questi derivati di nuova generazione possono superare il 70-80%, arrivando in alcuni casi fino al 95% di purezza. Esteticamente si presenta come una sostanza appiccicosa e ambrata, spesso chiamata “honey oil”. La sua pericolosità, legata pure al processo di estrazione chimica, che può lasciare residui di composti tossici o essere adulterato con cannabinoidi sintetici, sostanze chimiche capaci di imitare gli effetti del Thc ma con esiti molto più nocivi sul sistema nervoso.

Il paradosso del mercato: consumi in calo, potenza in aumento

Il fenomeno del “miele da sballo” si inserisce in uno scenario epidemiologico apparentemente contraddittorio. Secondo la Relazione annuale al Parlamento 2025 sui dati 2024, per la prima volta dal 2018 si assiste a un contenuto calo dei consumi di quasi tutte le droghe tra i giovani. Tuttavia, a questa diminuzione quantitativa corrisponde una trasformazione qualitativa allarmante del mercato.

I dati indicano che la potenza dei derivati della cannabis è quadruplicata dal 2016. Nonostante meno ragazzi dichiarino di fare uso di sostanze, chi lo fa entra in contatto con prodotti infinitamente più pericolosi. La segmentazione del mercato ha portato alla diffusione di nuove sostanze psicoattive e derivati ad alta potenza che rendono i giovanissimi vere e proprie “cavie inconsapevoli”. Spesso l’acquirente non sa quale molecola stia realmente assumendo, esponendosi a rischi di intossicazione acuta per i quali il personale sanitario, a volte, non ha protocolli di trattamento immediati poiché la sintomatologia di queste nuove molecole non è ancora del tutto nota.

La fascia dei giovanissimi: il fattore accessibilità

L’impatto sulla fascia under 18 è significativo. Sebbene il 21% degli studenti abbia usato cannabis nell’ultimo anno (un dato in lieve calo), le segnalazioni per possesso a uso personale vedono i minorenni come protagonisti nell’11% dei casi. La vera sfida, l’accessibilità: se la strada resta il canale principale, circa un quinto degli utilizzatori dichiara di rifornirsi tramite Internet.

Il Black Market sul Dark Web: la risposta dello Stato

Il “miele dello sballo” viaggia spesso lungo le autostrade digitali della Darknet. Mercati come quelli accessibili tramite il software di anonimizzazione Tor offrono un senso di impunità garantito dall’uso di criptovalute come i Bitcoin e sistemi di messaggistica crittografata (Telegram, Instagram, Snapchat) che cancellano automaticamente le tracce delle transazioni. La droga viene spedita tramite pacchi postali ordinari, occultata con “creatività criminale” all’interno di custodie di dvd, contenitori per cosmetici o buste argentate sottovuoto progettate per eludere i controlli.

In Italia, l’azione di contrasto è coordinata dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga. Attraverso la sezione Drug@online monitora costantemente la rete e, grazie al Decreto del 2020, lpuò procedere all’oscuramento dei siti illegali tramite i provider, con una procedura snella simile a quella utilizzata per la lotta alla pedopornografia.

Una delle armi tecnologiche più avanzate in mano alle forze di polizia è il progetto “Hermes”. Le ha dotate di spettrometri portatili con tecnologia Raman. Dispositivi capaci di analizzare in pochi secondi il contenuto di un pacco sospetto (pillole, polveri o gel come il wax) senza doverlo aprire, identificando la sostanza con un grado di certezza elevatissimo.

A supporto di questa attività opera il Sistema Nazionale di Allerta Rapida, gestito dall’Istituto Superiore di Sanità, che nel solo 2024 ha identificato 79 nuove sostanze circolanti in Italia. Un sistema che permette di inviare allerta immediate ai Pronto Soccorso di tutto il territorio nazionale non appena viene sequestrata una nuova molecola pericolosa, cercando di prevenire tragedie come quella di Arzano prima che si ripetano.


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