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Politica

Il monito della Meloni: “Le relazioni reali lasciano troppo spesso il passo a quelle virtuali”

di Priscilla Rucco -


Cinquecento ragazze e ragazzi seduti non in platea, ma attorno a un tavolo. Non ad ascoltare, ma a parlare e ad interagire. È questa l’immagine che ha caratterizzato la prima edizione del Festival dell’Ascolto, svoltasi il 9 e 10 aprile 2026 a Palazzo Mazzoni di Roma.
Una iniziativa promossa dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali fortemente voluto dal Viceministro Maria Teresa Bellucci, con il sostegno di Inps, Unicef e Agenzia Italiana per la Gioventù, in occasione della seconda Giornata nazionale dell’Ascolto dei Minori, istituita dalla legge 4 luglio 2024, n. 104.

La prima giornata del Festival

Il 9 aprile l’accoglienza è stata affidata ai ragazzi di Radioimmaginaria, la web radio degli adolescenti.
Dopo le introduzioni istituzionali del Direttore Generale dell’Inps Valeria Vittimberga e del Presidente di Unicef Italia Nicola Graziano, il programma ha ospitato un dialogo sull’ascolto con l’attrice e testimonial Unicef Ludovica Nasti – “Lila non tace” il titolo dell’incontro – e laboratori esperienziali: “Stanze Esperienziali”, “Il disaccordo costruttivo”, “Ascolta il tuo corpo”.

La seconda giornata

Il 10 aprile, invece i lavori si sono strutturati attorno a sei tavoli tematici su violenza di genere, sicurezza, formazione e lavoro, scuola, social media e intelligenza artificiale, con voci autorevoli: dall’avvocato penalista Daniele Bocciolini alla professoressa Maria Cinque della Lumsa, fino al Rettore di Unical Gianluigi Greco.
La giornata si è conclusa con “Voci in connessione”, affidato all’Unfluencer Valentina Pano e alla cantante Dile.

Il messaggio di Giorgia Meloni

Impossibilitata a essere presente, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha inviato un messaggio scritto.
Il mondo adulto, riconosce, non sta facendo abbastanza per proteggere i più giovani.
Citando san Giovanni Bosco, Meloni ricorda che non basta amare i giovani, occorre che loro se ne accorgano, e indica nell’ascolto, nello sguardo e nell’attenzione i primi passi concreti.
Sul fronte digitale, la posizione è ben definita e netta: i social media non sono il problema in sé, ma il sintomo di fragilità molto più profonde – talvolta nascoste – che gli adulti faticano a riconoscere.
L’obiettivo del Governo non è assolutamente quello di introdurre divieti facilmente aggirabili, ma costruire ecosistemi digitali sicuri e proporre alternative reali di protezione effettiva e riscontrabile.

La ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, Eugenia Roccella, ha evidenziato il declino della qualità relazionale nelle famiglie odierne.
Nelle indagini sui giovani la famiglia occupa ancora i primissimi posti per importanza percepita, eppure lo scambio autentico tra genitori e figli si è impoverito e di molto.
Si litiga poco rispetto alle generazioni precedenti, ma ci si ascolta ancora meno.
I ragazzi cercano rifugio – in questo modo – nel mondo dei pari e dunque nei social e nella rete “virtuale” cadendo purtroppo, in meccanismi più grandi di loro.
Roccella ha escluso poi, posizioni proibizioniste, puntando sulla necessità, invece, di ambienti digitali più sani e consapevoli. Ha inoltre annunciato il finanziamento dei Centri per la famiglia – strutture finora prive di risorse economiche e linee guida – per trasformarli in questo modo, in luoghi di scambio tra servizi, esperti e famiglie.

La partecipazione dell’Unicef

L’Unicef ha partecipato con una metodologia strutturata, coinvolgendo i ragazzi dello Youth Advisory Board della Garanzia Infanzia e del Servizio Civile. Il presidente dell’Unicef Italia, Nicola Graziano, ha ricordato che la Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia pone l’ascolto tra i suoi principi cardine. Il coordinatore per l’Europa, Nicola dell’Arciprete, ha spiegato che ascoltare è un diritto, non un’opzione. In un anno in cui l’organizzazione celebra ottanta anni di attività, la presenza al Festival rappresenta una scelta continuativa importante, incisiva e coerente con la sua missione fondante.


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