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Editoriale

Il monito di Parolin all’Ue: sia “sforzo creativo” di pace

di Adolfo Spezzaferro -


Le parole del cardinale Parolin, pronunciate nell’aula di Strasburgo nel nome di Robert Schuman, sono un monito per un’Unione europea che sembra aver smarrito la propria vocazione originaria. L’Ue nacque infatti dalle macerie della Seconda guerra mondiale con l’obiettivo di impedire un nuovo conflitto nel Vecchio Continente e fare della pace un progetto politico permanente.

Oggi, però, mentre il mondo è sempre più spesso in fiamme e la guerra è tornata in Europa, quella missione appare compromessa. Parolin ha ricordato lo “sforzo creativo” evocato da Schuman nel 1950: la convinzione che la pace si difenda con coraggio politico, visione e capacità diplomatica. È proprio ciò che sembra mancare oggi a Bruxelles, tutta presa a far rispettare le sue regolette burocratiche sui conti pubblici, anche quando una tale ottusità danneggia l’economia reale.

Oggi l’Ue non è una voce autorevole nei conflitti internazionali. Sull’Ucraina, come sul Medioriente, il ruolo di Bruxelles appare subordinato agli equilibri delle grandi potenze, incatenato alla Nato e agli Usa, incapace di esprimere una strategia autonoma e una proposta politica riconoscibile.

Eppure la storia europea dovrebbe insegnare che la pace non è soltanto assenza di guerra, ma costruzione paziente di dialogo, mediazione e convivenza. I padri fondatori – da Schuman ad Adenauer, da De Gasperi a Monnet – erano convinti che l’unità europea non fosse un fatto burocratico, bensì un destino politico e morale. Per questo colpisce il contrasto tra quell’eredità e l’attuale silenzio dell’Unione nei drammi del presente.

Il richiamo della Santa Sede suona allora come un invito a ritrovare identità e coraggio. Se l’Ue rinuncia a essere “artigiana di pace” insieme alla Chiesa, rischia di perdere non solo il suo peso nello scacchiere globale, ma la ragione stessa della sua esistenza: impedire le guerre e intervenire con ogni mezzo diplomatico possibile per porre fine a quelle in corso.


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