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Il prezzo del silenzio di Ghislaine Maxwell è la grazia del Presidente Americano

di Cinzia Rolli -


“Su parere del mio legale, mi avvalgo rispettosamente del mio diritto costituzionale a non rispondere, appellandosi al Quinto Emendamento”.

                                     Ghislaine Maxwell

Nuovo capitolo della saga Epstein

Ghislaine Maxwell si è rifiutata di rispondere alle domande della Commissione di Vigilanza della Camera degli Stati Uniti durante una deposizione a porte chiuse.

Maxwell, collegata in videoconferenza dal carcere federale del Texas dove sconta una pena di 20 anni, ha invocato ripetutamente il Quinto Emendamento (il diritto di non rispondere per evitare l’autoincriminazione) per ogni domanda posta dai legislatori.

Questo rifiuto totale di collaborazione era  assolutamente previsto, come dichiarato dallo stesso Presidente della Vigilanza della Camera Repubblicana, James Comer. Per poi continuare: “È ovviamente molto deludente. Avevamo molte domande da fare sui crimini che lei ed Epstein hanno commesso, così come quesiti sui potenziali co- cospiratori. Vogliamo sinceramente arrivare alla verità per il popolo americano e avere giustizia per i sopravvissuti, è questo il senso di questa indagine”.

L’avvocato di Maxwell, Davide Oscar Markus, in un post sui social ha rappresentato che la sua assistita è disposta a parlare in tutta onestà e pienamente in cambio della concessione della grazia da parte di Trump. Ma la Casa Bianca ha già chiaramente specificato in passato che non le verrà data alcuna clemenza. Inoltre Markus ha sottolineato come la sua cliente è l’unica in grado di spiegare perché il Tycoon e Bill Clinton sono innocenti e non hanno commesso alcun illecito nel caso Epstein.

Un gruppo di sopravvissuti ha ricordato che Ghislaine Maxwell non ha mai voluto indicare gli uomini potenti coinvolti nei traffici di Epstein e che non ha fornito alcun tipo di collaborazione sino ad oggi. Ha quindi opposto un forte no ad ogni beneficio o trattamento speciale che possa esserle concesso in futuro. E non solo questo: dovrà essere verificata la credibilità di quanto un giorno potrà dire.

La deposizione della complice di Epstein era stata posticipata da agosto a febbraio in attesa di una sentenza della Corte Suprema relativa al suo caso e su richiesta degli stessi avvocati difensori.

La decisione di non rispondere alle domande invece contrasta con un colloquio avuto a fine luglio con il vice procuratore generale Todd Blanche presso la FCI Tallahassee durante il quale Ghislaine Maxwell ha collaborato. La questione è stata sollevata pubblicamente dal deputato democratico Ro Khanna.

In effetti, appellarsi al Quinto Emendamento davanti al Congresso, dopo aver parlato con il Dipartimento di Giustizia, suggerisce che Maxwell stia usando le informazioni in suo possesso come leva negoziale per uscire di prigione, piuttosto che per cooperare con la giustizia.

È importante capire in cosa consiste il quinto emendamento della Costituzione americana richiamato più volte dalla socia di Epstein che così recita.

“Nessuno sarà tenuto a rispondere di un reato capitale, o comunque infamante, se non su denuncia o accusa di un Gran Giurì, salvo che per i casi che sorgano nelle forze di terra o di mare, o nella Milizia, quando si trovi in servizio effettivo in tempo di guerra o di pericolo pubblico; né alcuno potrà essere sottoposto due volte per lo stesso reato a un pericolo per la vita o l’incolumità fisica; né potrà essere costretto, in qualsiasi causa penale, a deporre contro se stesso, né potrà essere privato della vita, della libertà o della proprietà, senza un giusto processo; né la proprietà privata potrà essere acquisita per uso pubblico, senza un giusto indennizzo”.

E’ il diritto al silenzio. Nessuno può essere obbligato a rispondere a domande di polizia, magistrati o commissioni d’inchiesta se le risposte potrebbero incriminarlo.

Ed in un processo penale, la giuria non può usare il rifiuto di parlare come prova di colpevolezza.

Questa mancata risposta alle domande che tutti si pongono da tempo da parte di Maxwell coincide con la desecretazione  di milioni di pagine di documenti da parte del Dipartimento di Giustizia; documenti che contengono oltre 38 mila riferimenti a numerosi file su figure di alto profilo mondiale.

E sembra allungare una vicenda giudiziaria già infinita e poco chiara.

Come spesso accade però il  silenzio è molto più rumoroso di una confessione e lascia le vittime  in attesa di una voce che sembra non arrivare mai.


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