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Il Real Vicenza è tornato: a sei giornate dalla fine è già in B

di Pietro Pertosa -


Il Vicenza si fa Real, stritola letteralmente la concorrenza, e ritorna in Serie B con sei giornate d’anticipo. Un capolavoro per i biancorossi che, finalmente, ritrovano una categoria che meglio rappresenta il blasone e la storia di uno dei club che ha fatto, davvero, la storia del calcio italiano. Una soddisfazione per la società di Renzo Rosso, patron del marchio Diesel, che dopo anni di delusioni e di promozioni sfilate sotto il naso all’ultimo minuto dei playoff può finalmente alzare le braccia al cielo e celebrare l’inizio di quella che, si spera, sia il grande ritorno tra i grandi del Vicenza.

Vicenza in B con sei giornate d’anticipo

Se la matematica non è un’opinione, il Vicenza è (già) tornato in B grazie a un vantaggio (mostruoso) accumulato sugli inseguitori del Brescia. Venti punti, tondi tondi. Un divario irraggiungibile per le Rondinelle che puntavano a un immediato ritorno in Cadetteria dopo le vicende dello scorso anno legate ai crediti d’imposta severamente sanzionati dalla Federazione. Che, poi, avevano portato al disimpegno di Massimo Cellino. Ai veneti, per staccare il pass per la promozione diretta è bastato vincere contro l’Inter Under 23. Due gol (a uno) e il Menti è esploso di gioia.

Un anno da incorniciare

Quella del Vicenza è la prima promozione (diretta) in B. Passano, senza dover affrontare le fosse caudine dei playoff, direttamente in seconda serie tutte le capolista dei tre gironi. Con le reti di Capello e Struckler, i veneti blindano il primato e l’accesso alla B. Ora sotto a chi tocca. Nel girone C, quello meridionale, pare solo una formalità la promozione del Benevento che, vincendo pure lo scontro diretto col Catania, sembra attendere solo il verdetto dell’aritmetica per brindare al ritorno in B. Nel girone B, invece, la sfida è più serrata. In testa c’è l’Arezzo ma l’Ascoli, secondo a due punti di distanza (ma con una gara in più), vuol dare ancora battaglia.


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