Il sogno della Bce costerà carissimo all’Europa
La decisione che affossa ciò che resta della competitività europea
Bce, tassi fermi: levategli Nietzsche. La (malriposta) volontà di potenza dei banchieri trascinerà l’Europa alla rovina. Sì, sono parole forti. No, non sono gratuite. Alle ore 14.15 di ieri, la Bce ha deciso di strangolare ciò che resta della produttività europea, dando il colpo di grazia alla sua competitività. I tassi restano al 2%. Non si taglia niente. Il guaio è che, in queste condizioni, non abbassare il costo del denaro equivale ad alzarlo. E, pur di perseguire il sogno (sballato) di fare dell’euro la valuta globale di riserva al posto del dollaro (ciao, core e tanti saluti da Pechino), i banchieri centrali mantengono la situazione così com’è.
Che significa la decisione della Bce
Dando, sostanzialmente, il “permesso” all’euro di salire ancora e al dollaro di continuare a scendere. Tafazzi non avrebbe saputo fare di meglio. Lagarde, che tanto rimarrà ancora un po’ alla Bce a godersi uno stipendio da nababbi, gioca a calmare le acque. A dare una spiegazione, a metterci la faccia. Ma non dice nulla. “Monitoriamo il cambio”. E quando? Ma Christine riesce persino a smentirsi, ad andare contro a tutto quello che va ripetendo da anni. L’Eurostat certifica che l’inflazione è scesa addirittura sotto la soglia ideologica del 2% fissata da Francoforte ai tempi della crisi energetica. Ma i banchieri centrali, smentendo se stessi, si fanno beffe delle loro stesse promesse. Ma, tanto, non dovranno rendere conto a nessuno. Un’altra casta? E quindi, sognando potenza (per loro) e imponendo austerità (a tutto il resto d’Europa) stringono il cappio attorno a ciò che resta dell’industria e dell’economia del Continente.
Un seppuku monetario
Nel momento, storicamente, più delicato. Un seppuku monetario in piena regola. “Permangono incertezze”, ha giustificato la signora Lagarde. E il problema, però, sembrano le certezze che si nutrono nel board della Banca centrale europea. “La decisione è stata presa all’unanimità”. Significa che nessuno si prende le responsabilità e che non ci sono più falchi e colombe. La voliera Bce, oggi, è popolata da famelici e ambiziosi avvoltoio che si avventano su timidi e impacciati pulcini, incapaci di fare altro che seguire il volere dei più. “Siamo ancora in buona posizione”, dice ancora Christine. Come l’allenatore che, a due giornate dalla fine e di fronte alla retrocessione improcrastinabile, fa ancora professione di fede nella salvezza. La politica monetaria rigida non andava bene quattro anni fa, va peggio oggi. La Germania s’è già azzoppata, adesso tocca a tutto il resto dell’Europa. Napoleone chiedeva a Iddio di benedire i suoi nemici. Pure Trump. Con “avversari” così, vincere le guerre è tanto facile che viene meno il gusto.
Torna alle notizie in home