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In carcere Pernasetti “Er Palletta” e altri 12: la vecchia guardia della Magliana conta ancora

Le figure storiche della banda, per la Dda, "ponte" con le nuove gerarchie del traffico di droga nella Capitale

di Angelo Vitale -

Un fermo immagine relativo ai tredici arresti deicarabinieri a Roma per traffico di droga, porto abusivo di armi, ricettazione, tentato omicidio e lesioni. Tra loro Raffaele Pernasetti, ritenuto storico esponente della Banda della Magliana, che torna in carcere


Roma, scacco al traffico di droga: 13 arresti e torna in cella Raffaele Pernasetti “Er Palletta” della Banda della Magliana. Una vasta operazione antidroga ha scosso l’alba di Roma, portando all’esecuzione di 13 ordinanze di custodia cautelare.

Il blitz, condotto dai reparti dell’Arma, non solo l’ennesima operazione di contrasto allo spaccio. Segna infatti il ritorno in cronaca di uno dei nomi più pesanti del crimine organizzato romano: Raffaele Pernasetti, meglio conosciuto come “Er Palletta”.

Chi è Raffaele Pernasetti: il legame con la Banda della Magliana

Il nome di Pernasetti evoca immediatamente i periodi più bui della Capitale. Considerato storicamente un esponente di spicco della Banda della Magliana, in particolare vicinissimo a figure del calibro di Enrico De Pedis (detto Renatino). “Er Palletta” ha scontato decenni di carcere prima di tornare in libertà.

Secondo le indagini della Direzione Distrettuale Antimafia, il legame di “Er Palletta” della Magliana con il mondo del crimine non si è mai interrotto. Il suo arresto a conferma di una vecchia guardia della malavita romana sia ancora in grado di tessere trame criminali. In tal modo, facendo da “ponte” tra il passato glorioso (e violento) della Magliana e le nuove dinamiche del traffico di stupefacenti a Roma.

I dettagli dell’operazione: la droga e il comando nelle periferie

L’indagine ha permesso di smantellare un’organizzazione dedita al traffico di droga che operava con metodi sistematici e violenti. Gli inquirenti hanno individuato il fulcro delle attività in quartieri periferici, ma ben collegati, dove il gruppo garantiva un afflusso costante di cocaina e altre sostanze.

Oltre a Pernasetti, gli altri 12 indagati sono accusati a vario titolo di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, aggravata dal metodo mafioso. Questo dettaglio è fondamentale. L’utilizzo del metodo mafioso conferma che l’organizzazione non si limitava allo spaccio, ma esercitava un controllo ferreo sul territorio attraverso l’intimidazione e l’omertà.

Roma tra passato e presente: la metamorfosi del crimine

Il ritorno in carcere di un boss della caratura di “Er Palletta” riapre il dibattito sulla capacità di rigenerazione delle cellule criminali romane. Sebbene la Banda della Magliana come entità unitaria sia svanita da tempo, i suoi protagonisti sembrano mantenere un’aura di rispetto e un potere decisionale che attrae le nuove leve della criminalità laziale.

Le forze dell’ordine e la magistratura continuano a monitorare queste figure storiche, consapevoli che dietro la facciata di una “vecchia gloria” del crimine possa nascondersi ancora il vertice di piramidi criminali complesse e pericolose.

Le prospettive giudiziarie

Gli arresti di oggi rappresentano un segnale forte inviato dalle istituzioni. Con il sequestro di ingenti quantitativi di droga e il disfacimento della rete logistica, la pressione sui clan romani si fa sempre più asfissiante. Nelle prossime settimane, i verbali degli interrogatori potrebbero far luce su nuovi complici e sui canali di rifornimento internazionali che alimentano le piazze di Roma.


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