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Esteri

Incontro tra Cirielli e l’ambasciatore russo alla Farnesina. Scoppia la polemica

di Lino Sasso -


Un incontro tra il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli e l’ambasciatore della Federazione Russa in Italia Aleksej Paramonov riaccende la polemica politica sui rapporti tra Roma e Mosca. Secondo quanto confermato dallo stesso Cirielli, l’incontro si è tenuto alla Farnesina a inizio febbraio con tanto di due diplomatici italiani presenti, come da prassi. Tutto, quindi, “alla luce del sole”, precisa il viceministro trovatosi al centro della bufera non appena si è diffusa la notizia del faccia a faccia. Cirielli ha anche precisato che, a differenza di quanto riportato da alcune indiscrezioni, l’incontro non ha affatto indispettito Giorgia Meloni. Né la premier gli avrebbe manifestato irritazione. Queste interlocuzioni, ha aggiunto, sono “la regola” tanto che già in passato ci sono stati incontri con l’ambasciatore russo.

Le reazioni dell’opposizione

Sul fronte dell’opposizione la notizia dell’incontro necessità però di un approfondimento. E, neanche a dirlo, a essere chiamata in causa è direttamente la premier. Dal Pd e +Europa, Francesco Boccia, Benedetto Della Vedova e Riccardo Magi chiedono con veemenza un chiarimento da parte di Giorgia Meloni, anche in funzione della linea europea sui rapporti con la Russia. Sulla stessa lunghezza d’onde Pina Picierno che bolla l’accaduto come “un fatto grave che non può essere archiviato con il silenzio o con spiegazioni evasive”. Il leader di Azione, Carlo Calenda, e i dem Filippo Sensi e Simona Malpezzi chiedono, invece, addirittura le dimissioni di Cirielli.

La difesa dell’incontro tra Cirielli e l’ambasciatore russo

A fare quadrato attorno a Cirielli è, invece, il vicepremier leghista Matteo Salvini. “Noi non siamo in guerra né contro la Russia né contro l’Iran”, ricorda. Più o meno la stessa linea del viceministro degli Esteri che, a seguito dello scoppio del caso, aveva tenuto a precisare che i rapporti diplomatici tra Italia e Russia non sono interrotti “anche se sono tesi”. Una linea confermato anche dal titolare della Farnesina, Antonio Tajani, che parla di “una polemica inutile”. Anche perché, aggiunge il ministro degli Esteri, “se un ambasciatore chiede di parlare, parla”. L’incontro rientrerebbe, quindi, pienamente nella prassi, dato che, è la sostanza, se una delegazione ne fa richiesta è normale che sia ricevuta. Tutto ciò posta, chiosa Tajani, da parte dell’Italia resta ferma “la condanna dell’invasione” russa in Ucraina.


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