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Indagato per omicidio il poliziotto che ha sparato a un ragazzo a Milano

di Redazione -


È indagato per omicidio volontario il poliziotto che ha ucciso un uomo di 29 anni durante durante il servizio a Milano, in via Impastato. La notizia è stata confermata anche dal legale dell’agente, l’avvocato Pietro Porciani, al termine dell’interrogatorio svolto in Questura. L’episodio risale a un intervento nell’ambito di controlli antidroga, effettuati da agenti in borghese. Secondo la prima ricostruzione, la vittima, identificata con le iniziali M.A., avrebbe puntato contro il poliziotto una pistola poi risultata a salve. L’agente, un uomo di poco più di 40 anni, ha raccontato di non essersi reso conto che l’arma fosse finta. “Era buio, la distanza era di circa venti metri e quando ho visto la pistola ho avuto paura”, avrebbe dichiarato davanti al pubblico ministero. “Sono ancora sotto choc. Non pensavo di uccidere”, ha aggiunto nel corso dell’interrogatorio. Il colpo esploso dall’arma di ordinanza ha raggiunto M.A. alla testa, provocandone la morte istantanea.

Il poliziotto indagato ha invocato la legittima difesa davanti al pm

Il poliziotto è attualmente a piede libero, mentre la Procura di Milano prosegue le indagini coordinate dal pm Giovanni Tarzia. L’ipotesi di reato, al momento, resta quella di omicidio volontario, una contestazione che la difesa considera iniziale e destinata a essere rivalutata alla luce degli accertamenti. Il legale dell’agente parla infatti di un caso di “classica legittima difesa”, sostenendo che il suo assistito si sia trovato in una situazione di pericolo imminente. A rafforzare il quadro investigativo, secondo quanto riferito dall’avvocato Porciani, gli accertamenti successivi avrebbero evidenziato che il 29enne ucciso aveva con sé diversi tipi di sostanze stupefacenti. La vicenda che vede un poliziotto indagato dopo l’uccisione del giovane a Milano riapre il dibattito sull’uso delle armi in servizio e sui confini tra legittima difesa e responsabilità degli agenti in servizio. Temi che saranno ora al centro dell’inchiesta giudiziaria.


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