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Infantino ritira il piano Fifa: “Troppe divisioni”

L'Équipe, The Athletic e Kicker lo stanno già definendo un memorabile "dietrofront politico"

di Angelo Vitale -


La Fifa frena sui fondi privati: Infantino ritira il progetto sotto la minaccia di boicottaggio di Uefa e Confederazioni.

Infantino ritira il piano

I media sportivi internazionali come L’Équipe, The Athletic e Kicker lo stanno già definendo un memorabile “dietrofront politico”. Il presidente della Fifa Gianni Infantino ha annunciato ufficialmente l’abbandono del controverso piano per l’ingresso di investitori privati nell’organo di governo del calcio mondiale.

La decisione giunge a seguito di un durissimo scontro ai vertici del pallone globale, culminato con la minaccia esplicita di boicottaggio da parte della Uefa e la fermissima opposizione delle confederazioni dell’Asia e delle Americhe.

Le parole di Infantino: «Il progetto creava troppe divisioni»

Di fronte al muro contro muro con i principali organismi continentali, la Fifa ha preferito evitare una frattura insanabile all’interno della propria governance.

In una dichiarazione ufficiale resa nota dal massimo organo calcistico, Infantino ha riconosciuto la mancanza dei presupposti per proseguire.

«Dopo aver ascoltato attentamente tutti i punti di vista – ha detto -, è emerso chiaramente che il progetto creava divisioni che non sono più nell’interesse dell’obiettivo originario. Pertanto, questa proposta non verrà portata avanti. Il nostro obiettivo è sempre stato – e sempre sarà – unire e migliorare».

Cosa prevedeva il piano e perché è crollato?

La proposta mirava ad aprire le porte a consorzi finanziari privati e fondi sovrani. Un forte interesse da parte di capitali mediorientali e statunitensi. Sul tavolo quote o diritti commerciali legati alle competizioni di punta gestite direttamente dalla Fifa. A partire dal rinnovato Mondiale per Club e dalle piattaforme media e digitali della federazione.

Tuttavia, l’operazione ha incontrato una resistenza compattissima.

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Il muro della Uefa

La federazione europea, guidata da Aleksander Čeferin, ha subito bollato l’iniziativa. Contestato il tentativo di stravolgere gli equilibri economici del calcio globale e di svuotare di valore le competizioni continentali come la Champions League.

La minaccia di ritirare i club e le nazionali europee dai tornei Fifa ha rappresentato la leva decisiva per bloccare la trattativa.

L’asse con le Americhe e l’Asia

Anche la Conmebol sudamericana e la federazione asiatica hanno fatto fronte comune, temendo una sperequazione finanziaria che avrebbe favorito solo pochi e sottratto sovranità decisionale agli organi federali tradizionali.

Il no dei club e dei sindacati

Oltre alle confederazioni, diverse leghe europee e il sindacato dei calciatori avevano espresso fortissima preoccupazione. Temuto il sovraffollamento dei calendari e per la progressiva finanziarizzazione delle strutture di gestione del gioco.

L’uscita di scena del progetto segna una battuta d’arresto significativa nella strategia di espansione commerciale di Infantino.

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