Inflazione in Croazia, il governo prova a frenare la corsa dei prezzi folli
Croazia, la meta che cambia,: prezzi più alti, e un’estate meno “low cost” per i turisti italiani
L’inflazione in Croazia continua a muoversi su livelli superiori alla media dell’Eurozona. I dati più recenti indicano una crescita dei prezzi che resta sostenuta, con un’accelerazione trainata soprattutto dai servizi e da alcuni comparti energetici. La dinamica non è esplosiva, ma rimane abbastanza forte da preoccupare famiglie e imprese, che vedono aumentare i costi quotidiani e i margini operativi.
Le parole del vicepremier Tomislav Ćorić
Il vicepremier e ministro delle Finanze Tomislav Ćorić, intervenuto alla radio pubblica HRT, ha difeso la strategia del governo. Ha spiegato che la pressione inflazionistica nasce da due elementi, la spinta dei mercati internazionali dell’energia e il ritmo elevato dell’economia croata, che negli ultimi anni ha registrato consumi e investimenti molto intensi. Ćorić ha ribadito che la situazione resta gestibile e che l’esecutivo sta monitorando ogni variazione con attenzione.
Le misure adottate per contenere i prezzi
Il governo ha scelto un approccio combinato. Da un lato ha prorogato la riduzione dell’IVA sull’energia, mantenendo l’aliquota al 5% per alleggerire le bollette. Dall’altro ha confermato i limiti ai prezzi di alcuni prodotti alimentari essenziali, ritenuti necessari per proteggere i consumatori più esposti. Ćorić ha sottolineato che l’obiettivo è ridurre la pressione sulla domanda interna senza frenare la crescita economica, che resta uno dei punti di forza del Paese.
Perché i prezzi continuano a salire
La componente dei servizi è quella che pesa di più. Il settore turistico, molto forte in Croazia, ha registrato aumenti significativi, spinti dalla domanda internazionale e dai costi operativi più alti. Anche i trasporti e alcune tariffe locali hanno contribuito alla crescita dell’indice generale. La combinazione di questi fattori rende più lenta la discesa dell’inflazione verso il target del 2%.
Le prospettive per i prossimi mesi
Ćorić si è detto fiducioso. Secondo le sue previsioni, la curva dei prezzi dovrebbe iniziare a raffreddarsi gradualmente, con un rientro più evidente entro l’anno prossimo. Il governo punta su un equilibrio delicato, sostenere la crescita, proteggere i redditi e mantenere la stabilità finanziaria. La sfida sarà evitare nuovi shock esterni, soprattutto sul fronte energetico, che potrebbero riaccendere la pressione inflazionistica.
Vacanze in Croazia 2026
La Croazia non è più la meta economica di qualche anno fa. L’inflazione alta e la domanda turistica record hanno spinto verso l’alto i costi di hotel, ristoranti e servizi balneari. Nelle località più famose, come Dubrovnik, Hvar e Rovigno, i listini superano spesso quelli delle destinazioni italiane dell’Adriatico. Gli appartamenti restano competitivi solo fuori dalle zone centrali. I turisti italiani devono quindi aspettarsi una spesa più alta rispetto alle estati precedenti, pur trovando mare impeccabile e servizi migliorati. La convenienza esiste ancora, ma non è più garantita.
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