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Sociale

Integralismo, terrorismo e la follia del martirio

di Francesco Da Riva Grechi -


La cronaca ci propone sempre più spesso ed in maniera preoccupante giovani di religione musulmana che si lasciano trascinare nella spirale della folle vocazione al martirio pur di compiere gravi atti di terrorismo, in alcuni casi vere e proprie stragi, realizzate, come a Modena o semplicemente progettate, come a Reggio Emilia o in Brianza.

Nel primo caso il gesto di Salim El Koudri che sabato 16 maggio ha investito otto persone nel centro storico di Modena investe il funzionamento del centro di salute mentale del capoluogo. Negli altri, per fortuna prevenuti in tempo, si tratta dell’efficacia dell’antiterrorismo.

Sotto la vaga ma terribile bandiera dell’Isis, lo Stato Islamico, giovani radicalizzati sono pronti a morire pur di portare a compimento il numero maggiore di omicidi e vivono progettando stragi sanguinose. Il caso più recente è avvenuto in Brianza dove è stato fermato un 21enne nato in Italia da genitori marocchini.

Secondo gli inquirenti, il giovane avrebbe pubblicato sui social contenuti per elogiare gli attentati dell’Isis, insieme a messaggi di esaltazione del martirio. Il 21enne avrebbe inoltre progettato un attentato terroristico “come a Modena“.

L’accusa della Procura di Milano è terrorismo internazionale. L’indagine è coordinata dal procuratore Marcello Viola e dal pm Alessandro Gobbis con il supporto della sezione antiterrorismo della Digos.

Il tenore della presenza sui social del giovane ne dimostrerebbe la radicalizzazione. Secondo la Procura, alcuni messaggi pubblicati dal 21enne avrebbero lasciato intendere la volontà di compiere, in tempi ravvicinatissimi, un’azione simile a quella di El Koudri a Modena.

Domani renderò l’Italia un po’ migliore”, scriveva in un post. Sul fermo è intervenuto anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi: “Grazie a una capillare azione di presidio del territorio, ad un costante monitoraggio degli ambienti dell’estremismo, ad un attento controllo dei canali informatici e dei social network insieme ad una elevata capacità di analisi, le nostre Forze dell’ordine e l’intelligence sono stati in grado ancora una volta di intervenire tempestivamente per individuare una minaccia terroristica“.

Nel caso di Modena, invece, non si è contestata l’aggravante della finalità terroristica.

El Koudri, l’aggressore, fa parte di quel 40% di pazienti che a un certo punto scompaiono dai radar dei centri di salute mentale e che quando si allontanano diventano sempre più pericolosi e fuori controllo, per sé e per gli altri. Salim el Koudri era incensurato.

Si è anche laureato in Economia. L’elemento più significativo, secondo alcuni, sarebbero i suoi problemi psichiatrici: su questo tema gli inquirenti, con il supporto dei servizi territoriali dell’Azienda Usl di Modena, stanno cercando di ricostruirne la storia clinica.

Un italiano di seconda generazione, con origini marocchine, a carico del quale non sono emersi elementi che possano far pensare a una radicalizzazione religiosa o a legami con formazioni eversive.

Accusato di strage e lesioni, è stato collocato nell’area dell’istituto penitenziario cittadino destinata ai detenuti considerati a rischio suicidario. Non esiste, secondo gli esperti, un collegamento tra l’aspirazione al martirio e la vocazione terroristica ma sulle reali intenzioni di El Koudri si continua ad indagare.


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