“Investire nel bene comune”, la lezione di Zuppi in Borsa
Dall'Ai alla finanza, l'applicazione pratica di Magnifica Humanitas all'economia
Zuppi in Borsa. Non lo strumento in sé ma l’uso che se ne fa. La lezione di Magnifica Humanitas va applicata a tutta l’economia, non solo all’intelligenza artificiale. L’invito di Papa Leone, a ricostruire una comunità piuttosto che a lanciarsi in una Babele di individualismo e desolazione, va applicato anche all’industria e, soprattutto, alla finanza. Il cardinal Matteo Zuppi, presidente della Cei, ha detto, in un evento che si è tenuto nella sede della Borsa di Milano, che “se la finanza è solo per la finanza e perde di vista quello che deve avere al centro, ovvero la persona, tutto ciò è pericoloso anche per la finanza stessa”. Il profitto per il profitto, insomma, non fa bene a nessuno e non porta da nessuna parte.
Zuppi e la lezione in Borsa
“L’etica non è a intermittenza o a convenienza”, ha affermato Zuppi sottolineando che si tratta di “un impegno che prendiamo per noi stessi, ma che offriamo anche come applicazione della Dottrina sociale della Chiesa che mette al centro la persona”. Vale anche in Borsa, forse soprattutto sui mercati, secondo Zuppi. La lezione da mandare a memoria è conseguenziale. “Il bene comune è un acceleratore che ci fa investire con più saggezza, perché dobbiamo lasciare qualcosa”, ha sottolineato il presidente della Conferenza Episcopale italiana. Che ha lanciato il monito suo e della Chiesa: “Ma se si è catturati da una logica speculativa, prestazionale, non va bene. Per questo il nodo è: per chi lo fai? Il rischio richiede la responsabilità, l’azzardo è un’altra cosa”. Appunto.
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