Italia divisa in due: allerta gialla in otto regioni tra piogge e neve
L’inverno decide di far sul serio e l’Italia si prepara ad affrontare una settimana all’insegna del maltempo. La Protezione Civile ha emesso per oggi, lunedì 5 gennaio un’allerta meteo gialla che riguarda otto regioni del Centro-Sud: Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio, Marche, Molise, Puglia e Umbria. Il bollettino segnala rischio idraulico, idrogeologico e temporali, con particolare attenzione alle aree più fragili e ai bacini fluviali che potrebbero risentire delle precipitazioni persistenti.
Si tratta di un’allerta di livello ordinario, ma che richiede comunque prudenza, soprattutto nelle zone appenniniche dove la neve scenderà a quote relativamente basse. Le previsioni segnalano che la prima vera perturbazione del 2026 sta attraversando la penisola, portando con sé un cambio di scenario rispetto ai giorni precedenti. Dopo un Capodanno gelido al Nord, con temperature sottozero e qualche fiocco di neve perfino nelle pianure, ora è il Centro-Sud a dover fare i conti con il maltempo.
Maltempo in Italia: le regioni sotto osservazione
Le prossime ore saranno caratterizzate da forti contrasti meteorologici. Al Centro-Sud domineranno cieli coperti e precipitazioni sparse, con fenomeni più intensi su Abruzzo, Lazio, Campania e lungo i versanti adriatici di Marche e Molise. La Calabria ionica vedrà piogge anche persistenti, mentre la Puglia centrale e il Salento potrebbero essere interessati da rovesci improvvisi, tipici di questa configurazione meteorologica.
La neve, invece, farà la sua comparsa sull’Appennino centrale, con fiocchi previsti tra i 1000 e i 1600 metri di quota. Inoltre in Toscana la Protezione Civile regionale ha già emesso un codice giallo per neve che interessa le zone appenniniche settentrionali e orientali, valido dalle 20 di domenica 4 gennaio fino alle 20 di lunedì. Possibili deboli nevicate sono attese sull’Appennino orientale, sul Pratomagno e nelle valli dell’alto Mugello e del Casentino, dove la quota neve potrebbe scendere fino a 500 metri e, localmente, fino ai fondovalle.
Gli accumuli previsti? Fino a 10 centimetri oltre i 600 metri di quota, con 5 centimetri nelle zone collinari di alto Mugello, Appennino aretino e Casentino. Non saranno nevicate da ricordare per decenni, ma sufficienti a imbiancare i borghi appenninici e a rendere necessari interventi di salatura sulle strade più esposte.
Nord Italia: stabilità apparente e nebbie persistenti
Chi si aspettava maltempo diffuso su tutta la penisola resterà deluso, almeno per quanto riguarda il Settentrione. Le regioni del Nord vivranno lunedì 5 gennaio una giornata sostanzialmente stabile, con ampie schiarite sulle Alpi e sulle pianure adiacenti. La vera protagonista, però, sarà la nebbia: in Val Padana le foschie e le nubi basse persisteranno per buona parte della giornata, in graduale dissolvimento solo nelle ore centrali.
Questo scenario è tipico delle configurazioni invernali, quando l’alta pressione garantisce stabilità ma favorisce anche l’accumulo di un’alta percentuale di umidità. Le temperature, seppur non particolarmente rigide, resteranno contenute: massime intorno ai 5-7°C, con minime che nelle zone interne potrebbero ancora toccare lo zero. Non è escluso qualche momento di gelo notturno, soprattutto nelle aree rurali lontane dai centri urbani.
La Befana porta il gelo: cosa ci aspetta nei prossimi giorni
L’allerta meteo di oggi è solo una anticipazione di quello che gli esperti definiscono il “Ciclone della Befana”. Secondo i modelli meteorologici, infatti, tra martedì 6, mercoledì 7 e giovedì 8 gennaio l’Italia sarà investita da un’ondata di gelo di origine artica che potrebbe portare nevicate eccezionali su tutto il territorio nazionale. Gli ultimi aggiornamenti parlano di neve fin in pianura al Nord e a quote molto basse al Centro-Sud, con accumuli significativi anche a 300-400 metri di altitudine.
Roma potrebbe vedere i fiocchi, così come diverse città del Centro. Al Nord, le regioni del Medio Adriatico (Marche, Abruzzo, Molise) sono quelle più a rischio di nevicate intense, con possibilità di fiocchi bianchi perfino sulle coste pugliesi. Si tratta di scenari che, se confermati, farebbero di questo gennaio uno dei più freddi e nevosi degli ultimi anni.
La causa? Una discesa del Vortice Polare verso l’Europa centrale, con formazione di un minimo depressionario nei pressi della Sardegna capace di richiamare aria gelida direttamente dalla Siberia. Questa configurazione barica, piuttosto rara, potrebbe garantire una persistenza del freddo per almeno 10 giorni consecutivi, con temperature ben sotto la media stagionale.
Gestione dell’emergenza: sale, viabilità e tanto monitoraggio
Di fronte a previsioni di questo tipo, i Comuni e le Protezioni Civili regionali si stanno già organizzando. Il Piano Neve Comunale prevede verifiche immediate delle scorte di sale (cloruro di sodio e di calcio) per prevenire la formazione di ghiaccio stradale, mentre i tecnici monitorano costantemente le infrastrutture più esposte.
Ma la sfida più ardua resta la prevenzione del gelicidio, ovvero della pioggia che gela al suolo: un fenomeno insidioso che richiede interventi di salatura 24 ore su 24 nelle tratte a rischio. Per chi viaggia in auto, il consiglio è quello di tenere a portata di mano catene o pneumatici invernali, soprattutto se si prevede di attraversare zone appenniniche o collinari.
Uno sguardo al futuro: gennaio 2026 “dinamico”
Da un punto di vista climatico, l’inverno 2025-2026 sta risentendo degli effetti di una La Niña di intensità debole-moderata, un fenomeno che tende a rendere il getto polare più ondulato, aumentando la probabilità di irruzioni fredde improvvise alternate a periodi di stabilità. Questo gennaio, insomma, si preannuncia “dinamico” e ricco di sorprese, lontano dalla staticità degli inverni recenti che avevano abituato l’Italia a temperature miti e scarsa neve.
Le proiezioni a lungo termine evidenziano una situazione di forte disturbo nella stratosfera, con temperature sotto la media stagionale previste almeno fino alla metà di gennaio. Non è escluso che la seconda parte del mese possa riservare ulteriori colpi di scena, con nuove ondate di gelo capaci di coinvolgere anche l’Europa occidentale. Insomma, dopo anni di inverni tiepidi e piovosi, il 2026 potrebbe restituirci un gennaio da manuale, con freddo, neve e quell’atmosfera che solo l’inverno vero sa regalare.
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