“John Barron” / Donald Trump: il giallo della telefonata
E' uno dei pseudonimi storici che il tycoon usava per contattare la stampa negli '80 e '90
Una telefonata in diretta su C-SPAN sta creando scalpore negli Stati Uniti: un uomo presentatosi come “John Barron” con la voce identica a quella di Donald Trump ha criiticato la recente decisione della Corte Suprema sui dazi.
La voce al telefono era sorprendentemente simile a quella di Donald Trump, uguali i toni del linguaggio. Il nome scelto, uno pseudonimo storico usato da Trump negli anni ’80 e ’90.
Il frame sta facendo il giro dei social e dei media, specie negli Usa. L’emittente ha poi chiarito che non si trattava del presidente.
Il contesto della chiamata
Durante una puntata di Washington Journal, programma mattutino di C-SPAN dedicato all’attualità politica, il conduttore ha aperto le linee per commenti sulla recente sentenza della Corte Suprema che ha bocciato i dazi voluti dall’amministrazione federale.
Un ascoltatore che si è identificato come John Barron ha attaccato il verdetto e criticato figure come Hakeem Jeffries e Chuck Schumer, definendole con epiteti duri e denigratori.
Frasi come “questa è praticamente la decisione peggiore della vostra vita” e “Jeffries è un idiota” hanno alimentato l’attenzione, mentre il tono e il modo di esprimersi richiamavano fortemente lo stile comunicativo di Trump.
John Barron: chi “era” e perché il sospetto
Il nome John Barron non è casuale: è uno pseudonimo che Trump ha storicamente usato nei rapporti con i media per rilasciare commenti anonimi o veicolare messaggi indiretti, soprattutto negli anni ’80 e ’90.
Questa coincidenza – Barron è pure il nome del figlio prediletto di Trump – ha spinto molti spettatori e analisti a chiedersi se dietro la chiamata ci fosse effettivamente il presidente o qualcuno che imitava intenzionalmente il suo modo di parlare.
C-SPAN: la smentita
Di fronte alle speculazioni, C-SPAN ha pubblicato una smentita ufficiale sulle sue piattaforme social. La rete ha chiarito che la telefonata non è stata fatta da Trump, sottolineando che proveniva da un numero della Virginia centrale e che il presidente era impegnato invece in quel momento in una riunione alla Casa Bianca.
Dopo la smentita, il video continua a circolare e ad alimentare dibattiti online sulle tecniche di imitazione vocale e sulle chiamate anonime in diretta.
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