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Esteri

La fragile tregua con l’Iran fa esplodere la tensione in Israele

di Ernesto Ferrante -


Nervi a fior di pelle in Israele. Il leader dell’opposizione, Yair Lapid, ha attaccato il premier Benjamin Netanyahu dopo l’annuncio del presidente statunitense Donald Trump di una tregua di due settimane con l’Iran. A sei settimane dall’avvio delle operazioni militari contro la Repubblica islamica, Washington e Tel Aviv non hanno raggiunto neanche uno degli obiettivi indicati. La catena di comando a Teheran è ancora solida, l’insurrezione interna non c’è stata e le disponibilità di missili e droni a disposizione delle forze armate iraniane, è tutt’altro che azzerata.

La lista degli errori di Netanyahu

Per Lapid, “non c’è mai stato un disastro politico del genere nella nostra storia” e “Israele non era neanche al tavolo quando venivano prese decisioni che riguardano il cuore della nostra sicurezza nazionale”. E su X l’esponente della minoranza ha incalzato: “I militari hanno fatto qualsiasi cosa sia stato chiesto loro, la popolazione ha dimostrato una resilienza straordinaria, ma Netanyahu ha fallito a livello politico, strategico e non ha raggiunto nessuno degli obiettivi da lui stesso prefissati”. “Ci vorranno anni – ha accusato – per riparare il danno a livello politico e strategico provocato da Netanyahu”.

Le picconate del falco Liberman

Contro il primo ministro si è scagliato anche Avigdor Liberman, ex ministro della Difesa israeliano e presidente di Yisrael BeiteinuIn. “Il cessate il fuoco nella guerra con l’Iran “offre al regime degli ayatollah l’opportunità di riorganizzarsi”, ha scritto su X Liberman, criticando l’accordo sbandierato da Trump e approvato Netanyahu. “Qualsiasi accordo con l’Iran, senza rinunciare alla distruzione di Israele, all’arricchimento dell’uranio, alla produzione di missili balistici e al sostegno alle organizzazioni terroristiche nella regione, significa che dovremo tornare per un altro round in condizioni più dure e pagare un prezzo più alto”, ha aggiunto.

Linee guida confermate

L’esercito israeliano ha precisato che al momento non ci sono cambiamenti nelle linee guida per i civili nello Stato ebraico in seguito alla cessazione temporanea delle ostilità. Gli estremisti tra i vertici militari e alla Knesset lavorano affinché il fuoco divampi nuovamente.


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