La nuova Carrie in tv, il terrore nell’era digitale
La persecuzione contro la protagonista passa per la condivisione online di contenuti e la creazione di un profilo diffamatorio
Stephen King incontra la sensibilità contemporanea nella miniserie Carrie, prodotta da Amazon e su Prime Video dal 7 ottobre scorso.
La nuova Carrie
In 8 episodi, lo showrunner Mike Flanagan riadatta il romanzo d’esordio del 1974 trasformandolo in un successo globale. Nella prima settimana ha conquistato la prima posizione tra i titoli più visti in 78 Paesi. E con una accoglienza critica favorevole la serie ha debuttato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival.
La novità
La vera novità risiede nella profonda ristrutturazione delle dinamiche familiari e sociali. Margaret White (Samantha Sloyan) non è più una fanatica religiosa violenta, ma una madre afflitta da una paranoia isolazionista che reclude la figlia fino all’intervento dei servizi sociali.
E le prevaricazioni si spostano sul piano digitale. La persecuzione contro Carrie (Summer H. Howell) passa per la condivisione online di contenuti e la creazione del profilo diffamatorio carriered_.
La critica
In Asia, per l’Hindustan Times la rinascita di Carrie avviene “in un mondo che dà la caccia ai deboli. Nel Regno Unito, Esquire scrive che l’adolescenza resta il “microcosmo perfetto per le crudeltà del mondo esterno”.
E Rotten Tomatoes sintetizza: Flanagan ha aggiornato la storia di King per raccontare “un terrore senza tempo”.
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