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Milano

La sicurezza sarà uno dei temi principali della campagna elettorale

di Giuseppe Ariola -


Milano chiama, Roma risponde. Ma in realtà è da tante città italiane che si leva il medesimo appello: quello legato all’emergenza sicurezza. Un’esigenza primaria, che pure sembra assumere sempre più le sembianze di una merce rara, di un lusso. Per le strade, in particolare nei centri più importanti, ormai accade di tutto, alimentando paura e percezione di degrado. Fenomeni che fino a qualche tempo fa interessavano soprattutto le periferie, adesso investono anche i centri urbani. I cuori delle città, dove non si immaginerebbe di sentirsi insicuri. Invece, quando si gira per strada, a Milano come a Roma, la sensazione è che dietro ogni angolo possa celarsi un pericolo. Maranza, baby gang e bande di malfattori si aggirano indisturbati nelle piazze e per le strade anche più affollate, pronti a farle proprie. Come se fossero zone franche nelle quali far valere le loro regole.

Il caso di Roma

Lo si è visto pochi giorni fa a Roma, di fronte al più celebre simbolo della Capitale, il Colosseo. Un gruppo di giovanissimi, tra richiedenti asilo e italiani di seconda generazione, ha assaltato una pattuglia dei vigili e ha ingaggiato uno scontro con gli agenti sotto gli occhi increduli di avventori e turisti. Neanche l’arrivo di Polizia e Carabinieri è stato utile a metterli in fuga. Hanno proseguito negli scontri per poi scappare – o provare a farlo, perché almeno qualcuno di loro è stato fermato – solo una volta ritenuto di aver dato abbastanza spettacolo e fatto danni sufficienti. Scene indegne di un Paese civile, puntualmente documentate dai passanti, che adesso rimbalzano sui social alimentando una generalizzata indignazione. Ma, soprattutto, un diffuso senso di insicurezza. Un tema diventato centrale e che influirà senza dubbio anche sulle prossime elezioni.

La paura dei cittadini

È probabilmente proprio questo uno dei motivi per i quali il partito di Vannacci continua a salire nei sondaggi. Proposte come la remigrazione o il rimpatrio immediato per gli immigrati che delinquono, l’idea che lo Stato debba avere il pugno duro con chiunque non rispetti le regole e che i cittadini hanno il diritto di difendere sé stessi, i propri cari e i loro beni con ogni mezzo, fanno breccia. Tanto più in virtù del crescente senso di insicurezza che si diffonde a macchia d’olio a partire dalle principali città. In un contesto sociale nel quale regna la paura anche idee estreme attecchiscono con facilità. Trovano terreno fertile sul quale creare e alimentare il consenso. A danno, da un lato, di chi governa e non sempre riesce a rispondere con immediatezza all’esigenza di sicurezza dei cittadini e, dall’altro, di chi appare troppo indulgente, quasi giustificazionista.

Emergenza sicurezza e immigrazione

E il tema dell’immigrazione ha un peso tanto maggiore quando a generare paura e insicurezza sono clandestini o migranti in attesa di ricevere il via libera per restare in Italia. Anche a scapito di chi parla di accoglienza diffusa e considera i flussi migratori come un valore in modo generalizzato. Senza distinguere caso per caso e guardandosi bene dal criticare la gestione dal punto di vista della sicurezza delle città che amministra. Proprio come a Milano o a Roma dove la percezione di insicurezza rischia di diventare una sensazione di invivibilità


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