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La Terra sotto scacco solare fino a sabato: allerta tempesta geomagnetica

In arrivo lo spettacolo delle aurore boreali ma pure possibili disturbi alle infrastrutture tech

di Giorgio Brescia -

L'aurora boreale vista da una webcam nella località Plan de Corones il 6 novembre di tre anni fa


Tempesta geomagnetica in arrivo: il Sole torna a “ruggire” proprio in coincidenza con l’equinozio di primavera. E invia verso il nostro pianeta una serie di espulsioni di massa coronale che colpiranno la magnetosfera tra il 19 e il 21 marzo.

L’alert “tempesta geomagnetica”

Le agenzie spaziali internazionali, guidate dal Noaa statunitense e dal centro britannico Swpc, hanno emesso un’allerta di classe G2 moderata, con possibili picchi di intensità superiore.

Il fenomeno è scatenato dall’attività della regione solare AR4392, che negli ultimi giorni ha rilasciato molteplici brillamenti di classe M, scagliando nello spazio nubi di plasma cariche di particelle che viaggiano a milioni di chilometri orari verso l’orbita terrestre.

L’impatto principale è previsto nelle alte latitudini

Ma la particolare configurazione magnetica tipica di questo periodo dell’anno, nota come effetto Russell-McPherron, potrebbe amplificare le fessure nello scudo terrestre, permettendo alle particelle solari di penetrare più in profondità.

Ciò comporta innanzitutto lo spettacolo delle aurore boreali, potenzialmente visibili anche a medie latitudini, come accaduto storicamente nel nord Italia. Ma, soprattutto, possibili disturbi alle infrastrutture tecnologiche.

Sotto osservazione sono le reti elettriche, che possono subire sbalzi di tensione, e i sistemi di navigazione Gps e satellitare. Potrebbero registrare blackout temporanei o errori di posizionamento significativi, con ripercussioni sul traffico aereo e sulle comunicazioni radio a onde corte.

La storia di questi eventi, le suggestive curiosità

Nei precedenti, episodi curiosi che ricordano quanto siamo dipendenti dall’umore del Sole. Durante la celebre tempesta del 1859, nota come Evento di Carrington, l’aurora fu così intensa da essere visibile fino a Roma e ai Caraibi. E i telegrafisti dell’epoca riferirono di scintille che fuoriuscivano dalle apparecchiature, permettendo paradossalmente di inviare messaggi anche con le batterie staccate.

Ancora più bizzarro il caso del 1972, quando una tempesta solare fece esplodere accidentalmente decine di mine subacquee americane al largo delle coste del Vietnam. Ciò, a causa delle variazioni magnetiche improvvise che ingannarono i sensori degli ordigni.

L’allerta di questi giorni ci ricorda che, nell’era del digitale, il “meteo spaziale” non è solo uno spettacolo di luci, ma una variabile critica per la nostra sicurezza tecnologica.


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