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Economia

La Ue vuole abolire la povertà ma non spenderà un euro (in più)

Grande polemica sul piano (e soprattutto sui fondi), le accuse arrivano (proprio) dal M5s

di Pietro Pertosa -


L’Ue come i Cinque Stelle dei bei tempi che furono: adesso vuole abolire la povertà. Ma con calma, però, senza fretta. Entro il 2050. C’è tempo. La strategia varata da Bruxelles si propone, da qui a quattro anni, di ridurre di “almeno quindici milioni” il numero di persone a rischio povertà ed esclusione sociale. Sono tre le linee di intervento previste. Si comincia con il lavoro di qualità (per tutti), un adeguato sostegno al reddito e si compie con una “azione coordinata contro la povertà”.

L’Ue vuole abolire la povertà

Ogni viaggio inizia dal primo passo. Quello della strategia Ue per abolire la povertà è stato il passo della polemica. Sì perché a fronte di tanti e ambiziosi progetti, che svelano però il lato oscuro di un’Europa sempre più povera e arrabbiata, è emersa la miopia (e la grettezza) di una classe dirigente brava a parole e molto meno a sganciare gli sghei. Già Politico, nei giorni scorsi, aveva riportato le furibonde polemiche interne perché la Commissione non avrebbe voluto destinare ulteriori fondi al piano. Mettendo così in discussione l’efficacia della sua stessa strategia.

La replica alle critiche

Dopo l’articolo di Politico, da Bruxelles si sono affannati a far sapere che avrebbero iniettato cento miliardi di euro in più nel piano Ue per abolire la povertà. Peccato, però, che si tratti di fondi che risultavano già stanziati all’uopo. Insomma, niente forze fresche. Tanta ambizione, si direbbe, per poco più di nulla. Intanto si comincerà con il consultare le parti sociali su un possibile nuovo strumento giuridico per l’integrazione delle persone escluse dal mercato del lavoro. Un nuovo reddito di cittadinanza in salsa comunitaria? E chi lo paga, e soprattutto, a chi sarà pagato? Boh. Intanto da Bruxelles fanno sapere di essere pronti a pensare pure di voler adeguare le pensioni. Le stesse che, da anni, proprio gli eurocrati spingono sempre più lontano e tentano di assottigliare fino all’osso.

Proprio i Cinque Stelle bocciano l’Ue sulla povertà

A smontare la strategia della Ue per abolire la povertà sono stati proprio i Cinque Stelle. E sta cosa sa quasi di paradosso. Ma tant’è. Per Pasquale Tridico, capodelegazione del M5S al Parlamento Europeo, “la strategia anti-povertà annunciata dalla Commissione Europea è del tutto inadeguata”. Ecco perché: “Si tratta di una proposta frammentata e parziale, priva di impegni politici concreti e dei relativi finanziamenti. Lo stanziamento di 100 miliardi di euro annunciato in pompa magna era già previsto dall’attuale quadro finanziario pluriennale: non ci sono risorse aggiuntive sul sociale”. Il solito bluff. “Eppure – ha continuato Tridico, come ammesso dalla stessa Commissione Europea oggi, ben 93 milioni di persone sono a rischio povertà così come un cittadino disabile su tre, numeri che pretenderebbero una attenzione nuova al problema”.


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