L’Europa prepara un incontro con Trump sulla Groenlandia
L’Europa prepara incontro con Trump e valuta scenari di confronto diretto dopo le nuove e reiterate rivendicazioni del presidente degli Stati Uniti sulla Groenlandia. A rivelarlo è Politico, che cita un diplomatico dell’Unione Europea rimasto anonimo. Secondo la fonte, Bruxelles sta lavorando a un piano di risposta. La contromossa includerebbe misure di deterrenza nel caso di un tentativo statunitense di occupare o annettere l’isola. Ma anche un possibile rafforzamento della presenza NATO nell’area artica. «Dobbiamo essere pronti a un confronto diretto con Trump. È in modalità aggressiva e dobbiamo essere preparati», ha dichiarato il diplomatico. E’ la conferma che l’Europa considera la questione della Groenlandia una sfida strategica e politica di primo piano. Le affermazioni arrivano dopo che Donald Trump, in un’intervista alla rivista The Atlantic, ha ribadito che gli Stati Uniti hanno “assolutamente” bisogno della Groenlandia, sostenendo che l’isola sarebbe “circondata da navi russe e cinesi”.
La reazione della Danimarca
Le parole del presidente americano hanno provocato una dura reazione da parte della Danimarca. La premier Mette Frederiksen ha invitato Trump a smettere di minacciare l’isola, che è una regione autonoma sotto sovranità danese. Frederiksen ha ribadito che qualsiasi ipotesi di annessione è inaccettabile, sottolineando il diritto dei groenlandesi all’autodeterminazione. Sulla stessa linea si è espresso l’ex premier della Groenlandia, Mute Egede, che ha chiarito senza ambiguità che l’isola non è in vendita. La Groenlandia è stata una colonia danese fino al 1953 e, pur avendo ottenuto un’ampia autonomia nel 2009, resta formalmente parte del Regno di Danimarca, con il controllo della politica estera e di difesa affidato a Copenaghen.
L’ipotesi di un incontro tra Europa e Trump
Nel dibattito si è inserito anche il vicepresidente statunitense JD Vance, che in un’intervista a Fox ha definito la Groenlandia “essenziale per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti”, aggiungendo che Trump è “disposto a spingersi fino a dove è necessario”. Oltre al valore strategico, pesa il fattore economico. Si stima che la Groenlandia ospiti risorse minerarie per circa 4.400 miliardi di dollari: petrolio e gas per 1.700 miliardi – la cui estrazione è vietata dal 2021 per ragioni ambientali – e metalli per 2.700 miliardi, incluse le terre rare cruciali per le tecnologie avanzate. In questo contesto, l’Europa prepara un incontro con Trump consapevole che la partita sulla Groenlandia va ben oltre le dichiarazioni simboliche: in gioco ci sono equilibri geopolitici, sicurezza nell’Artico e il futuro rapporto tra Unione Europea e Stati Uniti.
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