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Cronaca

Liberati i tre arrestati per gli scontri al corteo di Askatasuna

di Lino Sasso -


Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Torino ha disposto la concessione degli arresti domiciliari per Angelo Simionato. Si tratta del 22enne, originario della provincia di Grosseto, tra gli arrestati – poi scarcerati – con l’accusa di aver partecipato all’aggressione di un poliziotto durante gli scontri avvenuti nel capoluogo piemontese nel corso della manifestazione contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. Contestualmente, per gli altri due attivisti fermati è stato stabilito l’obbligo di firma. Il gip ha convalidato tutti gli arresti eseguiti in relazione ai disordini scoppiati durante la protesta. Non ha però accolto integralmente le richieste avanzate dalla procura in merito alle misure cautelari. La decisione ha di fatto portato alla liberazione degli arrestati di Askatasuna, seppur con limitazioni diverse a seconda delle posizioni individuali.

Le accuse nei confronti degli arrestati

Simionato è accusato, in particolare, di concorso in lesioni personali a pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico e di resistenza a pubblico ufficiale. Secondo l’impostazione accusatoria, il giovane avrebbe preso parte all’azione violenta che ha portato al ferimento di un agente durante gli scontri di piazza. Per lui sono stati disposti i domiciliari, mentre per gli altri due indagati, anch’essi coinvolti nei disordini, è stato previsto soltanto l’obbligo di firma. La notizia ha immediatamente acceso il dibattito politico. Con un post pubblicato sul social X, il leader della Lega, Matteo Salvini, ha definito la decisione “una vergogna”, sottolineando come uno degli arrestati sia già tornato in libertà. Salvini ha poi collegato l’episodio al tema della riforma della giustizia, sostenendo che votare “sì” al referendum rappresenti, a suo avviso, “un dovere morale”.

La reazione del Sap dopo che gli arrestati per gli scontri sono stati scarcerati

Dura anche la presa di posizione del Sindacato Autonomo di Polizia. Il segretario generale del SAP, Stefano Paoloni, ha parlato di “conferma del senso di impunità” che, secondo il sindacato, spingerebbe alcuni gruppi a devastare le città e ad aggredire le forze dell’ordine. “La giustizia farà il suo corso – ha precisato – ma l’attuale sistema non garantisce adeguata sicurezza agli operatori impegnati nell’ordine pubblico”. Intanto, mentre prosegue l’iter giudiziario, la vicenda degli arrestati per gli scontri in nome di Askatasuna, subito scarcerati, continua ad alimentare lo scontro tra politica, magistratura e rappresentanti delle forze di polizia, riaccendendo il confronto sul tema delle misure cautelari e della tutela degli agenti durante le manifestazioni di piazza.


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